18enne morta nell’incidente, assolto l'automobilista finito sulla ciclabile: "Fu una reazione inevitabile"
La manovra dopo l'urto fu un riflesso condizionato
Il giudice Francesco Pio Lasalvia ha assolto “perché il fatto non sussiste” un automobilista riminese di 56 anni, imputato per omicidio stradale in concorso per l’incidente del 26 novembre 2021 a Viserbella in cui morì la 18enne tunisina Farah Sfar Hancha, deceduta quattro giorni dopo all’ospedale Bufalini di Cesena. (Vedi notizia)
Lo scontro avvenne tra una Fiat Stilo, guidata da un 49enne riminese che stava svoltando a sinistra senza dare precedenza, e una Lancia Voyager condotta dal 56enne. Dopo l’impatto, l’auto del 56enne finì sulla pista ciclabile investendo la giovane, che camminava con il fratello.
La difesa del 56enne, rappresentata dagli avvocati Marco Ditroia e Valentina Broccoli, ha dimostrato che la manovra successiva allo scontro fu una reazione istintiva e inevitabile causata dall’impatto.
Il conducente dell’altra auto, che aveva scelto il rito abbreviato, è stato invece condannato a 8 mesi di reclusione.
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