A Niscemi, movimento franoso peggiore del Vajont: Musumeci in Parlamento il 4 febbraio
Il capo della Protezione civile Ciciliano parla di una frana di 350 milioni di metri cubi, quasi una volta e mezza il disastro del 1963; le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro e la presenza di Meloni
Un movimento franoso di proporzioni eccezionali scuote la Sicilia: secondo il capo della Protezione civile, Angelo Ciciliano, si tratta di una massa di circa 350 milioni di metri cubi, superiore a quella del disastro del Vajont del 1963, che coinvolse 263 milioni di metri cubi di territorio. "Tecnicamente – ha spiegato Ciciliano – stiamo parlando di quasi una volta e mezza la quantità di montagna e di massa franosa che cadde nel Vajont".
Il ministro per la Protezione civile, Nello Musumeci, riferirà sulle cause e sulle conseguenze della catastrofe in Parlamento il prossimo 4 febbraio. La convocazione ha già acceso le polemiche politiche: le opposizioni, tra cui AVS, chiedono le dimissioni del ministro. "Musumeci aveva le carte sul tavolo e non ha fatto niente, si dimetta", hanno dichiarato. Alcuni gruppi parlamentari sollecitano anche la presenza della premier Giorgia Meloni durante l’audizione.
Intanto, sul fronte delle infrastrutture, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha escluso la possibilità di destinare fondi del Ponte sullo Stretto di Messina per affrontare l’emergenza: "Quelli non si toccano, ne troveremo altri", ha affermato.
La frana di Niscemi rappresenta una delle emergenze geologiche più gravi degli ultimi decenni in Italia, con ripercussioni non solo sul territorio ma anche sulla politica nazionale, già alle prese con tensioni tra Governo e opposizioni.
7.0°