A Riccione nasce il “Caffè sociale”, nuovo spazio per la comunità e le relazioni di quartiere
In viale Lazio 10 inaugurato il Centro di Buon Vicinato promosso dal Comune e Auser: attività, socialità e contrasto alla solitudine al centro del progetto
A Riccione Paese ha aperto sabato scorso un nuovo spazio dedicato alla comunità: il “Caffè sociale” di viale Lazio 10, un Centro di Buon Vicinato che si propone come punto di riferimento per le relazioni, l’incontro e la vita quotidiana del quartiere.
L’inaugurazione, avvenuta il 18 aprile nei giardini “Athos Olmeda”, nel cuore di Riccione, segna l’avvio di un progetto che va oltre la semplice apertura di uno spazio fisico. Promosso dal Comune insieme ad Auser Rimini, il “Caffè sociale” nasce infatti con l’obiettivo di diventare un vero presidio sociale, capace di rafforzare i legami tra le persone e contrastare fenomeni sempre più diffusi come la solitudine e l’isolamento.
All’inaugurazione erano presenti la sindaca Daniela Angelini, la vicesindaca Sandra Villa, l’assessora ai Servizi alla persona Marina Zoffoli e l’assessore alla Rigenerazione urbana Christian Andruccioli.
“Il valore di questo nuovo centro si misura soprattutto nella sua funzione quotidiana. In un’epoca in cui le relazioni di prossimità si sono progressivamente indebolite, luoghi come questo rappresentano un’opportunità concreta per ricostruire una rete di vicinato viva e solidale. Non solo un punto di ritrovo, ma uno spazio in cui riconoscersi, condividere tempo e attività, creare connessioni autentiche tra generazioni diverse” ha commentato la sindaca Angelini.
Particolarmente significativo è l’impatto che il “Caffè sociale” può avere sulla popolazione anziana. Qui gli over 65 possono trovare occasioni di socialità, partecipazione e protagonismo, elementi fondamentali per contrastare l’isolamento sociale. Attività semplici come letture, laboratori, cineforum o momenti di conversazione saranno strumenti preziosi per mantenere attiva la mente e coltivare relazioni, contribuendo al benessere complessivo della persona.
Allo stesso tempo, il centro si rivolge a tutta la comunità: famiglie, giovani e bambini possono vivere uno spazio aperto e inclusivo, dove incontrarsi e costruire esperienze condivise. Il coinvolgimento dei volontari di Auser garantisce una presenza costante e una cura attenta delle attività, rafforzando il senso di appartenenza e responsabilità collettiva.
Il “Caffè sociale” si inserisce così in una visione più ampia di comunità, dove i luoghi pubblici tornano ad avere un ruolo centrale nel tessuto urbano. Non solo servizi, ma relazioni: è su questo equilibrio che si gioca la qualità della vita di un quartiere. E in questo senso, l’apertura di sabato rappresenta un passo importante per mantenere vivi quei legami che fanno di una città non solo un insieme di spazi, ma una comunità vera.
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