A Rimini ci si sente già vecchi a 43 anni: 11 anni prima della media nazionale
Secondo una ricerca di Unobravo, nella città romagnola il divario tra la percezione personale dell'età e quella attribuita alla società è di 10,9 anni. A livello nazionale ci si sente vecchi a 50,4 anni.
A Rimini ci si comincia a sentire vecchi, o si pensa che succederà, già a 43 anni. La società, invece, secondo la percezione degli intervistati, inizierebbe a considerare una persona “vecchia” soltanto a 53,9 anni. Tra le due soglie ci sono quasi undici anni di differenza, un divario che colloca Rimini tra le città italiane in cui è più marcata la distanza tra come ci si sente e come si pensa di essere giudicati dagli altri.
È quanto emerge da una ricerca di Unobravo, che ha intervistato adulti in tutta Italia per indagare il rapporto con l'invecchiamento, le aspettative legate all'età e la pressione sociale a mantenersi giovani. Il dato riminese spicca soprattutto nel confronto tra le due percezioni: da una parte la sensazione personale di invecchiare, dall'altra l'idea di quando questo passaggio venga riconosciuto dall'esterno. Nella classifica delle città analizzate, Rimini si trova all'ottavo posto per ampiezza del divario, con 10,9 anni. La distanza maggiore si registra a Prato, dove le persone dichiarano di sentirsi vecchie a 40,1 anni, mentre ritengono che la società le consideri tali a 58,9 anni: 18,8 anni di differenza. Seguono Trieste, con 17,5 anni, e Messina, con 17,2.
A Rimini, invece, la soglia personale dei 43 anni è nettamente più bassa della media nazionale, che si attesta a 50,4 anni. Il dato non significa necessariamente che i riminesi si sentano più anziani degli altri, ma che, nella ricerca, l'età indicata come inizio della sensazione di invecchiamento è inferiore a quella rilevata nel complesso degli intervistati italiani. Lo studio fotografa anche il peso delle aspettative sociali. A livello nazionale, il 55,5% degli intervistati ritiene che la società abbia una visione negativa dell'invecchiamento, mentre il 39,1% dichiara di sentire la pressione a mantenere un aspetto giovane. L'età, insomma, non viene vissuta soltanto come un cambiamento personale, ma anche attraverso le aspettative che si pensa gli altri abbiano nei confronti dell'aspetto fisico e dello stile di vita.
La ricerca restituisce, però, anche un quadro meno legato alle rinunce. Il 51,5% degli intervistati afferma di sentirsi più a proprio agio con sé stesso con il passare degli anni, mentre il 52,2% ritiene di essere diventato più resiliente.
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