A Rimini la guerra arriva a teatro: debutto italiano del capolavoro di Durnenkov
Venerdì al teatro degli Atti va in scena il testo di Mikhail Durnenkov, con Andrea Avanzi, Tamara Balducci e Francesco Pennacchia, diretto da Michele di Giacomo
Venerdì alle 21, al Teatro degli Atti di Rimini, arriva per la prima volta in Italia "La guerra non è ancora cominciata", testo del drammaturgo russo Mikhail Durnenkov, oggi costretto a vivere in Finlandia. Lo spettacolo è diretto da Michele di Giacomo e vede in scena Andrea Avanzi, Tamara Balducci e Francesco Pennacchia.
La produzione nasce nell'ambito della XIV edizione del festival Le Città Visibili, diretto da Tamara Balducci, ed è una coproduzione internazionale che coinvolge Città Visibili, Noveteatro e Katlz Riga, in Lettonia, con un gruppo di artisti italiani e lettoni. Il testo, tradotto da Teodoro Bonci del Bene, è stato scritto da Durnenkov nel 2008, in una Russia segnata dalla seconda guerra cecena e dal conflitto con la Georgia. Al centro ci sono dieci episodi, interpretati da tre performer che danno vita a quasi venti personaggi. Mariti gelosi, amanti, genitori, adolescenti, giornalisti e persone comuni compongono un mosaico nel quale la guerra resta sempre sullo sfondo, evocata ma mai mostrata.
La regia di Michele di Giacomo elimina riferimenti geografici e temporali e porta in scena dieci delle dodici scene originali. Lo spazio è neutro, con due sedute, due televisori e una fila di mensole dove sono raccolti costumi e oggetti. I tre attori restano sempre in scena e cambiano rapidamente personaggio attraverso un abito, un accessorio o un oggetto. I televisori diventano parte del racconto: trasmettono immagini di guerra, dichiarazioni politiche, telegiornali e videogiochi, creando un flusso continuo di minaccia. Le musiche originali del compositore lettone Toms Aunins accompagnano lo spettacolo.
"La guerra non è ancora cominciata" mette così in scena una violenza che non rimane confinata ai conflitti armati, ma entra nelle relazioni quotidiane, alimentata da paura, aggressività e paranoia. Un testo scritto quasi vent'anni fa che, secondo la produzione, trova oggi una nuova lettura alla luce di uno scenario internazionale segnato da guerre e bombardamenti.
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