Abitare sociale, il modello riminese diventa un caso di confronto nazionale

Delegati Federcasa da tutta Italia a Rimini per conoscere le esperienze dei “Condomini Attivi” a San Giovanni in Marignano e il recupero degli ex caselli ferroviari a Santarcangelo

A cura di Redazione Redazione
11 settembre 2026 12:09
Abitare sociale, il modello riminese diventa un caso di confronto nazionale -
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Le politiche abitative e le strategie di integrazione sociale promosse nel territorio provinciale riminese si confermano un rilevante punto di confronto su scala nazionale. Si è conclusa oggi un’intensa e articolata sessione di approfondimenti e analisi sul campo promossa dalla Commissione nazionale di Federcasa, che ha riunito a Rimini i propri delegati da tutta Italia per esaminare da vicino le principali buone pratiche del territorio.

A guidare i lavori della delegazione nazionale è stata la vicepresidente di Acer Rimini, Claudia Corsini, nella sua veste di presidente della Commissione Nazionale Gestione Sociale di Federcasa. Un percorso conoscitivo in due giornate che ha abbracciato le migliori esperienze locali d’integrazione tra casa, welfare e rigenerazione urbana: dalla Valconca, con la visita a San Giovanni in Marignano per approfondire il modello gestionale ed economico dei “Condomini Attivi” di Acer – consolidato in oltre dieci complessi della provincia – integrato con i progetti di autonomia del “Durante e Dopo di Noi” per persone con disabilità e gli spazi comunitari valorizzati dalle realtà del Terzo Settore e del mondo scolastico (Ca’ Santino e Scuolinfesta); fino alla Valmarecchia, a Santarcangelo di Romagna, con il sopralluogo agli ex caselli ferroviari riqualificati di via Rughi e di via Celletta dell’Olio, oggi rifunzionalizzati per l’accoglienza ad alta integrazione di grave marginalità secondo i principi dell'Housing First (gestiti da Comunità Papa Giovanni XXIII e cooperativa Fratelli è Possibile) e per la vita indipendente di persone disabili (New Horizon). Una due giorni che ha testimoniato la capacità del sistema riminese di fare rete tra istituzioni, aziende casa e Terzo Settore per trasformare il patrimonio immobiliare in uno strumento concreto di inclusione sociale e dignità della persona.

La prima tappa: i “Condomini Attivi” e l’inclusione a San Giovanni in Marignano

Il percorso sul territorio ha preso il via nel pomeriggio di giovedì a San Giovanni in Marignano, dove è stato esaminato il modello gestionale dei “Condomini Attivi” promosso da Acer Rimini. Un’esperienza consolidata che trova ormai applicazione in oltre una decina di complessi residenziali distribuiti sull’intero territorio provinciale, volta a promuovere l’autonomia, la corresponsabilità e la partecipazione attiva degli assegnatari attraverso la cura condivisa degli spazi comuni e la gestione collaborativa, permettendo al contempo un’incisiva riduzione dei costi di conduzione.

Nel complesso residenziale marignanese, l’impostazione dei “Condomini Attivi” si integra con i percorsi socio-sanitari rivolti alle fragilità. La struttura ospita infatti un gruppo appartamento, gestito dalla Cooperativa Ca’ Santino, destinato all’autonomia delle persone con disabilità, realizzato e finanziato nell’ambito della programmazione regionale legata alla legge sul “Durante e Dopo di Noi”, in stretta collaborazione con il Distretto socio-sanitario di Riccione e l’Amministrazione comunale di San Giovanni in Marignano. Un valore aggiunto rafforzato anche dalla presenza di due specifici spazi comunitari posti al piano inferiore: uno spazio dedicato al portinariato, alla biblioteca di comunità e all'accoglienza di altre realtà associative, gestito direttamente dai ragazzi con Ca’ Santino; e i locali in collaborazione con la scuola, i cui spazi sono stati attrezzati anche grazie alla donazione della cucina da parte di Scuolinfesta (l'associazione dei genitori dell'istituto comprensivo statale), a dimostrazione di come l’edilizia residenziale pubblica possa evolvere in un fattore di coesione sociale e welfare di comunità.

La seconda tappa: rigenerazione immobiliare e Housing First a Santarcangelo di Romagna

La seconda parte del programma si è svolta nell’area nord della provincia, a Santarcangelo di Romagna, focalizzando l’attenzione sulle metodologie di recupero e rifunzionalizzazione del patrimonio immobiliare dismesso a fini sociali.

La delegazione ha visitato innanzitutto l’ex casello ferroviario in via Celletta dell’Olio, riqualificato per rispondere alle esigenze temporanee delle persone in condizione di grave marginalità. La struttura, dotata di cinque posti letto e gestita dall’associazione Comunità Papa Giovanni XXIII in raccordo con la cooperativa sociale Fratelli è Possibile, adotta i principi dell’Housing First, individuando nella disponibilità di un alloggio il punto di partenza essenziale per l'avvio dei percorsi di reinserimento sociale e personale. Successivamente, la visita ha interessato un secondo immobile in via Rughi, anch’esso ricavato dagli spazi di un ex casello dismesso e adeguatamente rifunzionalizzato: una struttura con quattro posti letto, gestita dalla cooperativa sociale New Horizon, interamente destinata all’inclusione di persone con disabilità e finalizzata al supporto di percorsi graduali di vita indipendente.

Visioni a confronto: l'impegno di Acer, Comuni e Terzo Settore per il futuro dell'abitare sociale

Dall'amministrazione condivisa dei complessi residenziali alla rigenerazione del patrimonio dismesso, le valutazioni della presidente di Commissione Claudia Corsini, della sindaca Michela Bertuccioli e dell'assessore Filippo Borghesi delineano le prospettive e la forza strategica dell'integrazione tra casa, salute e comunità.

«Accompagnare la delegazione nazionale a conoscere da vicino le esperienze del nostro territorio ci ha permesso di illustrare un modello integrato e virtuoso di gestione abitativa e coesione sociale», dichiara Claudia Corsini, vicepresidente di Acer Rimini e presidente della Commissione Nazionale Gestione Sociale di Federcasa. «Da un lato, i “Condomini Attivi”, che hanno già trovato efficace applicazione in oltre dieci complessi della nostra provincia, rappresentano un valido esempio di gestione condivisa che responsabilizza gli utenti, ottimizza le spese di gestione e crea un contesto favorevole ai progetti di autonomia come il Durante e Dopo di Noi. Dall’altro, la riqualificazione dei due ex caselli ferroviari di Santarcangelo evidenzia come il recupero del patrimonio pubblico possa convertirsi in risposte sociali strutturate ed efficaci. Dall’accoglienza ad alta integrazione per le persone senza dimora tramite l’Housing First ai percorsi per la vita indipendente, la collaborazione istituzionale con il Terzo Settore definisce una linea di intervento strategica che pone al centro la persona e le sue fragilità.»

«Accogliere la delegazione nazionale di Federcasa nel nostro comune ha rappresentato un importante momento di condivisione per la comunità di San Giovanni in Marignano», evidenzia la sindaca del Comune di San Giovanni in Marignano, Michela Bertuccioli. «Questo intervento testimonia come la sinergia tra istituzioni, Acer, Distretto SocioSanitario e Terzo Settore possa concretizzarsi in risposte adeguate e strutturate per i cittadini. L’esperienza dei Condomini Attivi e l’attenzione riservata all’autonomia delle persone con disabilità costituiscono un tassello fondamentale della nostra rete di protezione sociale, a conferma di un impegno costante verso l’inclusione.»

«Il recupero e la destinazione d’uso degli ex caselli ferroviari costituiscono una scelta di programmazione rilevante per il nostro territorio», sottolinea l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Santarcangelo di Romagna, Filippo Borghesi. «Garantire risposte concrete alle situazioni di vulnerabilità tramite il modello Housing First e promuovere contestualmente l’autonomia delle persone con disabilità significa restituire valore pubblico e sociale a immobili dismessi. Ringraziamo la commissione di Federcasa e Acer per l’attenzione dedicata alle esperienze condotte nel nostro comune.»

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