Licenziata per la crisi, ma viene sostituita da altri lavoratori: l'azienda deve pagare quasi 10mila euro
Il Tribunale del Lavoro di Rimini ha dato ragione alla donna licenziata, così la Corte d'Appello di Bologna
Una lavoratrice ha vinto la battaglia legale contro i suoi ex datori di lavoro, a seguito di un licenziamento che il Tribunale del lavoro di Rimini in primo grado e la Corte d'Appello di Bologna in secondo grado hanno ritenuto illegittimo. Lo riferisce il Corriere Romagna. L'azienda, un laboratorio di confezionamento di prodotti ortofrutticoli della Provincia di Rimini, dovrà pagare quasi 10.000 euro alla ex dipendente, in pratica sei mensilità, e 3000 euro di spese legali. La vicenda risale al 28 febbraio 2025: in quella data la donna, assunta a tempo indeterminato il 1° gennaio 2018, fu licenziata. Il provvedimento fu giustificato dall'azienda a causa della crisi economica e a un calo degli ordini. Ma per il Tribunale di Rimini mancava un effettivo motivo oggettivo. L'azienda ha fatto ricorso in appello, riferendo di aver sostituito i contratti a tempo pieno e indeterminato con contratti a termine e part-time, a seguito di riorganizzazione dovuta a motivi economici: da qui la decisione di licenziare la donna. Ma la Corte d'Appello bolognese ha respinto il ricorso: la lavoratrice licenziata era stata sostituita da altre persone. Inoltre alla ex lavoratrice era stata recapitata una proposta di riassunzione con 10 ore settimanale, due al giorno, dal lunedì al venerdì. Ma questo, a detta del giudice, non integrava quanto richiesto dalla legge: il datore di lavoro è tenuto a verificare se sia possibile mantenere un proprio dipendente in azienda, anche con mansioni inferiori, purché compatibili con la sua professionalità.
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