Commenta video di Vannacci con un insulto: riccionese riceve richiesta di risarcimento dai legali del generale
I legali di Vannacci chiedono la rimozione del commento, una lettera di scuse e un risarcimento
È successo a diverse persone, sui social: una parola di troppo, in un commento pubblicato sulla pagina di una persona di rilevanza pubblica, e a stretto giro di posta la comunicazione di un avvocato che, per conto del suo assistito, chiede una somma di denaro - generalmente una somma di qualche migliaio di euro - per chiudere subito la controversia, senza andare davanti al giudice, con possibili conseguenze penali e civili. È quanto capitato recentemente a una 50enne riccionese, che su Facebook aveva commentato un video di Roberto Vannacci, leader di futuro Nazionale, utilizzando un epiteto volgare per accusarlo di scarsa intelligenza.
Lo studio legale che assiste il generale ha contattato la riccionese, chiedendo in primis la rimozione del commento, ritenuto gravemente lesivo della reputazione e dell'onorabilità di Vannacci; e poi la presentazione di una lettere di scuse e una somma di denaro da quantificare per una situazione bonaria della controversia. La 50enne non ha dato seguito alla richiesta (c'era un termine di 10 giorni fissato dai legali di Vannacci): assistita dall'avvocato Stefano Caroli, ritiene che l'espressione non sia sufficiente per avviare un procedimento penale e una richiesta di risarcimento danni in sede civile, in quanto la parola in questione ha perso la sua connotazione offensiva, diventando peraltro una parola usata frequentemente, a causa di un impoverimento collettivo del linguaggio e alla perdita di "etichetta" da parte delle persone. Sarà sufficiente a chiudere la vicenda? I legali del generale potrebbero comunque presentare denuncia per diffamazione aggravata a mezzo social.
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