Acer Rimini, approvato all’unanimità il bilancio 2025: utile in crescita e morosità in calo
Gestiti quasi 2.500 immobili di edilizia residenziale pubblica
La Conferenza degli Enti di Acer Rimini ha approvato all’unanimità il bilancio 2025 di Acer. L’attività caratteristica di Acer Rimini, di cui è presidente Tonino Bernabè, riguarda la gestione e la manutenzione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, in osservanza alle normative regionali ed ai regolamenti comunali. Vengono prestate assistenza e supporto sia ai Comuni della Provincia di Rimini sia ai circa 2.500 utenti, principalmente attraverso interventi manutentivi urgenti o programmati, volti al recupero o alla risoluzione dei problemi degli alloggi.
I dati di bilancio
Il valore della produzione è di 8.136.048 euro; il patrimonio netto è pari a 13.948.925 euro. L’utile al netto delle imposte è di 91.578 euro, in linea con quello dell’anno precedente.
Gli alloggi gestiti
Attualmente, Acer gestisce 1.968 alloggi di ERP di proprietà comunale; 338 alloggi di Edilizia agevolata di proprietà comunale; 88 alloggi di proprietà ACER; 6 alloggi di proprietà AUSL della Romagna; 54 unità immobiliari per usi diversi (negozi, garage, centri sociali, uffici, ecc.), per un totale di 2.454 unità immobiliari, alle quali si sommano 70 alloggi privati reperiti attraverso il servizio di emergenza abitativa.
I canoni
Nel corso di questi anni ACER, di concerto con i Comuni della provincia di Rimini, è intervenuta sui canoni di locazione al fine di garantire un equilibrio di bilancio compatibile col principio dell’autofinanziamento dell’ERP.
Il 2025 si chiude con una media provinciale mensile di euro 183,29 rispetto ai 168,97 euro del 2024.
Le morosità
Anche nel corso del 2025 l’Azienda, come sta facendo da diversi anni, ha prestato estrema attenzione al contenimento della morosità, grazie a controlli trimestrali sulla regolarità dei pagamenti dei canoni e degli oneri accessori degli assegnatari. Per quanto concerne la morosità, nel corso dell’anno 2025 si è registrata una flessione della percentuale di insoluto, che risulta pari al 9,59% rispetto al 9,88% del 2024.
Si conferma anche per il 2025 che la gestione pubblica dei servizi non risponde necessariamente al luogo comune dell’inefficienza e degli sprechi, ma al contrario essa può essere coniugata con efficienza, efficacia ed economicità, che insieme a finalità sociali senza scopo di “lucro”, possono rappresentare un valore aggiunto ed una combinazione vincente per la permanenza e lo sviluppo di un sistema sociale avanzato.
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