Addio a Tony Dallara, il primo degli “urlatori” della canzone italiana
Da “Come prima” a “Romantica”, la voce che negli anni Cinquanta e Sessanta ha traghettato la musica leggera verso la modernità
Si è spento all’età di 89 anni Tony Dallara, uno dei protagonisti assoluti della canzone italiana del dopoguerra e primo, autentico esponente del filone degli “urlatori”. L’artista si è arreso a una lunga malattia, chiudendo una carriera che ha segnato profondamente la musica popolare italiana tra gli anni Cinquanta e Sessanta.
Nato a Campobasso con il nome di Antonio Lardera, Dallara si trasferì giovanissimo a Milano, città che in quegli anni rappresentava un crocevia creativo straordinario. È proprio in quel contesto che presero forma alcune delle esperienze musicali più innovative del tempo, lo stesso ambiente da cui sarebbero emersi artisti come Giorgio Gaber, Enzo Jannacci e Adriano Celentano.
Il successo arrivò nel 1957 con Come prima, brano diventato un classico intramontabile e simbolo di una nuova intensità interpretativa, capace di rompere con la tradizione melodica più composta. A quel trionfo seguirono altri successi, tra cui Romantica, che consolidarono la sua popolarità e ne fecero una figura centrale nel rinnovamento del linguaggio musicale italiano.
Tony Dallara resta una voce inconfondibile e un interprete che ha saputo anticipare i cambiamenti, contribuendo ad aprire la strada a una canzone più moderna, emotiva e vicina al pubblico. Con la sua scomparsa se ne va un pezzo importante della storia della musica italiana.
10.0°