Adescava una 11enne su Snapchat: indagine partita da Rimini, nei guai 36enne

La misura cautelare è stata eseguita nei confronti di un uomo residente nel vicentino, indagato per adescamento e pornografia minorile

A cura di Grazia Antonioli Redazione
26 marzo 2026 09:37
Adescava una 11enne su Snapchat: indagine partita da Rimini, nei guai 36enne -
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È partita da Rimini l’indagine che ha portato ai domiciliari un 36enne residente in provincia di Vicenza, indagato per adescamento di minore e pornografia minorile.

A darne notizia è la Polizia di Stato, che ha eseguito l’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari attraverso gli operatori del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica Emilia-Romagna, con il supporto della Sezione Operativa di Vicenza.

L’attività investigativa è stata condotta dalla Sezione Operativa di Rimini e coordinata dalla Procura della Repubblica di Bologna. L’inchiesta è scattata dopo la denuncia presentata dai genitori di una bambina di 11 anni, che avevano segnalato la presenza, sul social network Snapchat, di una chat a sfondo sessuale tra la figlia e un uomo che si sarebbe finto un 17enne di Milano.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, l’uomo avrebbe cercato di instaurare con la minore una relazione sentimentale, arrivando anche a prometterle di sposarla una volta raggiunta la maggiore età. Dopo averne conquistato la fiducia con un approccio amichevole, sarebbe riuscito a ottenere dalla ragazzina fotografie intime e video autoprodotti dal contenuto pedopornografico.

Gli accertamenti svolti dalla Polizia Postale, nell’ambito dell’indagine partita da Rimini, hanno consentito di identificare rapidamente il presunto responsabile, localizzato nel territorio vicentino. È quindi scattata una perquisizione informatica, effettuata con il supporto degli operatori della struttura operativa di Vicenza e con il coordinamento del Centro Nazionale per il Contrasto alla Pedopornografia Online.

Nel corso dell’operazione è stato sequestrato il telefono cellulare in uso all’indagato. La successiva analisi forense del dispositivo avrebbe permesso di acquisire ulteriore materiale probatorio a sostegno delle ipotesi investigative, compresa la presenza di altre conversazioni dello stesso tenore.

Sulla base degli elementi raccolti, la Procura di Bologna ha chiesto e ottenuto dal Gip l’emissione della misura cautelare, che ha disposto gli arresti domiciliari nei confronti del 36enne.

Durante l’esecuzione del provvedimento, gli investigatori hanno inoltre proceduto a una nuova ispezione dei dispositivi nella disponibilità dell’uomo, facendo emergere – secondo quanto comunicato dalla Polizia – la presenza di ulteriore materiale di natura pedopornografica.

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