Aero, per l'eolico offshore rispettare le istanze presentate
Imprese 'perplesse' sull'annuncio di Pichetto di un decreto
Per l’eolico offshore “si dovrà tener conto delle istanze fin qui presentate, tenendo in debita considerazione le autorizzazioni e i diritti ritenuti acquisiti e rivendicati dagli operatori”. Lo scrive in un comunicato il presidente dell”Associazione delle Energie Rinnovabili Offshore (Aero), Fulvio Mamone Capria. «Siamo rimasti un po’ perplessi -, prosegue Mamone Capria -, sulle dichiarazioni del ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin”, che alla fiera di Rimini Ecomondo ha parlato di “un imminente provvedimento ministeriale per avviare una procedura per individuare le grandi aree oltre le 12 miglia, dove c’è molta ventosità, in accordo con gli altri paesi del Mediterraneo per stabilire l’ambito delle cosiddette zone marine”.
Secondo il presidente di Aero, “l’effetto prenotativo” delle istanze già presentate “è una condizione imprescindibile per poter avviare in sicurezza i costosissimi studi in mare, che presentano un altissimo valore scientifico e che sono prodromici per la definizione degli studi di impatto ambientali”. “Insistono presso la Commissione Via Pnnr-Pniec del Mase oltre 70 progetti di impianti per la produzione di energia rinnovabile da eolico offshore – ha proseguito Mamone Capria -. Gli investimenti impegnati dalle società sviluppatrici sono ingenti e ammontano a decine di milioni di euro”. Secondo il presidente di Areo, “il rischio è che gli investimenti stimati in circa 30 miliardi di euro, calcolati su un obiettivo di 10 GW di eolico offshore e commisurati all’effettivo potenziale, possano essere dirottati altrove, disincentivando la creazione di una filiera italiana”. (Ansa).
10.1°