Affronte candidato alla presidenza regionale di Federpol
Il criminologo riminese sfida Neschi e Valenti. Tra le priorità: un albo pubblico per le agenzie autorizzate e un percorso unico di formazione di 90 ore per gli operatori della sicurezza
Era da tempo che ci pensava, specie dopo la pubblicazione del libro con cui tre anni fa aveva rimesso al centro del dibattito cittadino il tema della safety e della security, la loro evoluzione e il nuovo contesto sociale in cui operano gli addetti alla sicurezza. Il criminologo Massimo Affronte, decano dei buttafuori riminesi, ha deciso: sarà uno dei candidati alla presidenza regionale della Federpol, l'associazione italiana che raggruppa tutti gli istituti privati per le investigazione e la sicurezza.
Domani sera, 9 settembre, l'assemblea Federpol Emilia-Romagna si riunirà a Bologna, presso l'Hotel Sydney, per scegliere il nuovo presidente: Affronte sfiderà il modenese Roberto Nesci (CEO e fondatore della società investigativa Nero TK) e il ravennate Mirko Valenti, attuale vicepresidente regionale e titolare di DIAG investigazioni. Presente all'assemblea anche il presidente nazionale Luciano Tommaso Ponzi.
Il riminese Affronte, titolare dell'agenzia investigativa Hunter&McCall, porterà il proprio contributo e le proprie idee soprattutto nel campo della sicurezza, senza però dimenticare il segmento investigativo. Una delle sue battaglie storiche riguarda da tempo la creazione di un albo pubblico delle agenzie in possesso della licenza ex art. 134 del TULPS: l'obiettivo è quello di ripulire il mercato da tutti gli abusivi sprovvisti di licenza prefettizia, convinti che basti richiamare la parola "sicurezza" nel proprio brand per agganciare clienti. "Questo – spiega Affronte – non solo genera una concorrenza sleale, ma finisce anche per sporcare l'immagine del nostro settore. Presenterò una proposta di legge in Parlamento per vietare questa pratica: chi non ha la licenza non può pubblicizzarsi sui social come agenzia, né utilizzare il termine sicurezza nel nome della società". Non solo: l'obiettivo di Affronte è quello di arrivare all'applicazione di vere e proprie sanzioni ai clienti stessi, visto che l'obbligo di licenza è già scritto a chiare lettere in tutti i piani di sicurezza. "Il cliente deve essere obbligato a chiedere la licenza già all'atto della stipula, come fanno le società di calcio per il servizio stewarding. Basta fare i furbetti".
Affronte, sempre attento al tema della formazione, vorrebbe poi unificare i tre percorsi attualmente previsti per steward, sicurezza e antincendio, creando un corso unificato di 90 ore. Questo – ha spiegato lui – permetterebbe di avere persone più qualificate e preparate sul campo e agevolerebbe i ragazzi nell'ottenimento dei tre attestati. "Non è un lavoro per tutti, bisogna metterlo in chiaro. Ci vogliono persone volenterose e preparate, ma chi lo è deve essere messo nelle condizioni giuste di formarsi. Un percorso unico inoltre significa anche un risparmio notevole per gli stessi corsisti".
28.9°