Agenti Ice ai Giochi di Milano Cortina, ma non in strada

Piantedosi chiarisce: “Non faranno ordine pubblico”, mentre Biden condanna violenze negli Stati Uniti

A cura di Glauco Valentini Redazione
27 gennaio 2026 19:35
Agenti Ice ai Giochi di Milano Cortina, ma non in strada - Foto repertorio
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Gli Stati Uniti invieranno alcuni agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (Ice) in occasione dei Giochi Olimpici Invernali Milano‑Cortina 2026, ma la loro funzione non riguarderà il controllo dell’ordine pubblico sulle strade italiane.

Secondo quanto confermato da fonti diplomatiche, l’Ice Homeland Security Investigations (Hsi) — la componente investigativa dell’agenzia — collaborerà con le sale operative delle autorità italiane e con il Servizio di Sicurezza Diplomatica degli Stati Uniti per mitigare rischi transnazionali e supportare le operazioni di sicurezza, in particolare per la protezione delle delegazioni americane presenti ai Giochi. Tutte le attività rimarranno sotto autorità italiana, e gli agenti non avranno poteri di polizia sul territorio.

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani e il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi hanno ribadito che la presenza statunitense non significherà agenti “in uniforme per le strade” né interventi nell’ordine pubblico italiano. Tajani ha chiarito che la collaborazione avverrà “nelle sale operative” e non con funzioni di controllo diretto sulla popolazione.

La conferma della partecipazione ha però suscitato forti polemiche politiche in Italia. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, ha definito l’Ice una “milizia che uccide” e ha espresso forte contrarietà alla presenza degli agenti, criticando il governo italiano per non impedirla.

Le contestazioni italiane si intrecciano con un contesto internazionale più ampio: negli Stati Uniti sono in corso proteste e recriminazioni a seguito di scontri e due recenti uccisioni di civili da parte di agenti federali, tra cui quella di Alex Pretti a Minneapolis, che ha scatenato dure critiche nazionali e internazionali nei confronti delle tattiche federali.

In questo clima di tensione, anche il presidente Joe Biden, pur in un periodo di forte divisione politica interna, ha ribadito che gli Stati Uniti “non sono un paese che spara ai propri cittadini per strada” — una frase che ha raccolto l’appoggio di figure istituzionali come Barack Obama e Hillary Clinton nel condannare gli abusi di forza.

Il titolare del Viminale riferirà ufficialmente alla Camera dei Deputati il 4 febbraio sulle modalità di cooperazione e sulle garanzie fornite dal governo italiano.

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