Al Teatro Pazzini di Verucchio arriva “Il fuoco che ti porti dentro” con Peppe Servillo
Una commedia tragicomica tratta dal romanzo di Antonio Franchini, tra vita, morte e passioni di una donna indimenticabile.
La stagione del Teatro Pazzini di Verucchio prosegue con una commedia tragicomica. A salire sul palcoscenico romagnolo domenica 25 gennaio 2026 (ore 18:00) è Peppe Servillo con Il fuoco che ti porti dentro, tratto dal romanzo di Antonio Franchini. In scena Peppe Servillo, accompagnato dalla chitarra di Cristiano Califano.
IL LIBRO. Il fuoco che ti porti dentro racconta la vita e la morte di Angela, una donna dal carattere impossibile. Una donna che incarna in maniera emblematica tutti gli orrori dell’Italia, nessuno escluso: «il qualunquismo, il razzismo, il classismo, l’egoismo, l’opportunismo, il trasformismo, la mezza cultura peggiore dell’ignoranza, il rancore…»
Questa donna era la madre dell’autore. Il romanzo è un’indagine nella vita, nelle passioni e negli odi di una donna, alla ricerca di una spiegazione possibile. La forma è quella della commedia, il contenuto quello della tragedia. Quale esperienza manifesta o occulta, quale frustrazione, quale nascosta ferita può renderci tanto ostili, rabbiosi, refrattari a qualsiasi forma di pacificazione? Quale motivo, semplice o complesso, sta dietro la furia di Angela: la guerra che la segna da bambina? un padre morto troppo presto o una madre morta troppo tardi che le ha, a sua volta, infelicitato la giovinezza e la maturità? un atavico complesso d’inferiorità o l’appartenenza alla cultura del Meridione oppresso le cui ragioni Angela vorrebbe far valere contro l’odiato Nord usurpatore? Oppure, più semplicemente, il fuoco interno che la divora è privo di qualsiasi ragione come il cuore nascosto di un vulcano?
Come sottolinea Peppe Servillo: “Quello che mi affascina del romanzo di Franchini, come Franchini stesso sostiene, è il fatto che il personaggio principale di Angela, nell’arco di tutta la vicenda – se così vogliamo chiamarla – è un personaggio che si trasforma, assieme anche a quello del figlio, con lei. Perché anche l’atteggiamento del figlio, nell’arco di tutta la storia, muta, così come muta anche la natura della protagonista principale, di Angela.
Questo secondo me è il motivo più interessante del romanzo ed è sempre un motivo che è al centro di qualsiasi narrazione, avvenga essa a teatro, nella letteratura o, anche nel mio caso specifico, in una canzone. Il movimento che il personaggio, insieme alla vicenda che lo riguarda, fa verso un esito diverso, che a volte contraddice anche le premesse poste all’inizio. Forse questa, come suggerisce anche Franchini, è una bella idea di letteratura, che forse è sempre esistita e che forse ancora ci sarà.”
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