Allarme a Rimini: aumentano le donne che si rivolgono al Centro Antiviolenza

Chiara Bellini invita alla responsabilità collettiva e al cambiamento radicale della mentalità

A cura di Glauco Valentini Redazione
22 agosto 2023 14:18
Allarme a Rimini: aumentano le donne che si rivolgono al Centro Antiviolenza - Chiara Bellini
Chiara Bellini
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Chiara Bellini, Vicesindaca con delega alle politiche di genere del Comune di Rimini, ha rilasciato una dichiarazione riguardo la violenza sulle donne. Nei primi sette mesi dell’anno, 204 donne si sono rivolte a Rompi il silenzio, un centro antiviolenza, e 26 donne sono state accolte nella casa rifugio insieme a 33 minori. Questi numeri sono in linea con quelli dello scorso anno, quando oltre 340 donne hanno avuto la forza di rivolgersi al centro dopo aver subito violenza fisica o soprusi di tipo economico e psicologico.

In cinque anni, Rompi il silenzio ha ospitato 315 donne e minori, offerto 24.800 notti di ospitalità e 1538 incontri di ascolto e prima accoglienza. Tuttavia, il lavoro quotidiano dei centri antiviolenza sembra non bastare. Bellini sottolinea l’importanza di risvegliare la responsabilità collettiva per combattere la crescente oggettificazione e sessualizzazione della donna.

Bellini è profondamente turbata dai recenti casi di stupro e violenza che hanno scosso il paese e la città. Afferma che siamo tutti responsabili e dobbiamo interrogarci come società. Secondo Bellini, non è solo una questione di punizioni più severe, ma del cambiamento radicale di una mentalità che genera tutto questo. Invita gli uomini a indignarsi, a dire no alle battute sessiste e a dissociarsi quando un collega lo fa.

Bellini esprime preoccupazione per il fatto che anche nelle nuove generazioni si percepisce forte questa sottocultura della prevaricazione. L’unica strada da percorrere è sviluppare una consapevolezza collettiva, partendo proprio dai più giovani, per educare ad una vera cultura del rispetto.

Il Centro antiviolenza gestito dall’associazione Rompi il silenzio può essere contattato al numero 346 5016665 o al numero verde nazionale 1522. È anche possibile inviare una e-mail all’indirizzo indicato.

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