Allevamenti avicoli, il Comitato Valmarecchia: “Serve chiarezza sui controlli”
Richiesta alla Regione su chi verifica il rispetto del regolamento UE
Il Comitato PER la Valmarecchia ha chiesto chiarimenti alla Regione sulla verifica della conformità degli allevamenti avicoli biologici al Regolamento (UE) 2018/848. Secondo il Comitato, emergerebbe un vuoto di governance: ARPAE, AUSL e altri soggetti avrebbero competenze parziali, senza un controllo completo sul rispetto dei requisiti strutturali e gestionali. Nessuna risposta è ancora arrivata dalla Regione, mentre il Comitato annuncia di voler proseguire l’azione per garantire trasparenza e legalità nel sistema dei controlli.
La nota stampa del Comitato
Il Comitato PER la Valmarecchia: “Chi controlla la conformità degli allevamenti al Regolamento europeo? La Regione chiarisca il vuoto istituzionale”
Il Comitato PER la Valmarecchia ha inviato il 12 aprile una richiesta formale all’Assessorato regionale competente e ai capigruppo dell’Assemblea Legislativa per ottenere un chiarimento istituzionale su un tema cruciale: la verifica della conformità degli allevamenti avicoli al Regolamento (UE) 2018/848, che stabilisce requisiti strutturali e gestionali obbligatori per il metodo biologico.
Dalla documentazione ufficiale emerge un quadro frammentato: ARPAE dichiara di non occuparsi della conformità al regolamento europeo, mentre AUSL si limita ai profili sanitari del vecchio D.Lgs. 146/2001. Gli organismi di certificazione verificano solo gli aspetti commerciali, mentre il Comune considera parchetti e suddivisione interna come semplici pertinenze edilizie e non come elementi strutturali caratterizzanti la destinazione d’uso (capannoni per allevamento avicolo biologico).
Il risultato è un vuoto di governance: nessun ente pubblico verifica se un allevamento autorizzato rispetta realmente le superfici minime, l’accesso all’aperto, la suddivisione in gruppi e il carico di azoto previsto dalla normativa europea.
Il Comitato ha quindi chiesto alla Regione:
quale autorità sia responsabile della verifica della conformità al Reg. (UE) 2018/848;
come si garantisca che le AIA non siano rilasciate in contrasto con norme europee cogenti;
se la posizione espressa da ARPAE e AUSL sia coerente con il regolamento europeo;
quali misure si intendano adottare per colmare il vuoto istituzionale.
A oggi, nessuna risposta è pervenuta.
“È una questione di trasparenza e di legalità — afferma il presidente del Comitato, Livio Cursi — e riguarda la credibilità dell’intero sistema regionale di autorizzazione e controllo”.
Il Comitato annuncia che continuerà a chiedere chiarezza, “con determinazione e nel pieno rispetto delle istituzioni”.
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