All'Iper di Savignano apre Primark: anche Rimini preoccupata dalla concorrenza del colosso del low cost
Gianmaria Zanzini (Confcommercio Rimini): "Si toglie ossigeno al commercio di prossimità, già duramente provato"
Il Romagna Shopping Valley di Savignano sul Rubicone si amplia e l'apertura di Primark, colosso irlandese del low-cost, spaventa la Confcommercio di Rimini. Il tessuto commerciale riminese, spiega il presidente Gianmaria Zanzini, rischia infatti di subire effetti negativi, come da dinamiche di territori di confine.
"Se da una parte un’operazione di questo tipo porterà movimento e capacità attrattiva al centro commerciale, dall’altra un marchio con una politica di prezzi estremamente aggressiva, rischia di sottrarre ulteriore ossigeno al commercio di prossimità, già duramente provato", evidenzia Zanzini. In pratica, è l'analisi della Confcommercio, i centri commerciali continuano a crescere, mentre i negozi di vicinato soffrono e chiudono. Così i centri cittadini si svuotano, le vetrine spengono le luci e rimangono chiuse, questo favorisce anche il proliferare della micro criminalità.
"In un contesto così fragile, ogni scelta pesa. L’arrivo di Primark sarà una festa per molti, attratti da oneri di urbanizzazione e da un modello di business che produce grandi quantità a basso costo e bassa qualità, causando però forti impatti ambientali e sociali", sottolinea amareggiato Zanzini, che si sofferma anche sul consumo di suolo. "Secondo il rapporto Ispra 2024-2025 - argomenta - l’Emilia-Romagna è oggi la prima regione in Italia per nuovo consumo di suolo annuale, con circa 1.000 ettari impermeabilizzati e quasi il 9% del territorio già coperto da edifici e infrastrutture. Negli ultimi anni si registra una crescita significativa delle grandi strutture di vendita: supermercati e discount aumentano rispettivamente del +25% e +69%: un’espansione che non può essere letta solo come evoluzione del mercato, ma che impone una riflessione sull’equilibrio complessivo del sistema commerciale. Questi ulteriori 6820 metri quadrati di costruzioni nelle campagne annunciati da Klépierre, la multinazionale francese che gestisce tra i tanti altri anche questo centro commerciale, non fanno che accelerare il processo".
"La domanda che dobbiamo porci, come territorio, è: di questo passo, cosa resterà del nostro sistema commerciale di prossimità, della vivibilità delle nostre città, dell’attrattività del nostro turismo locale?”, chiosa Zanzini.
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