Alluvioni e mareggiate, il Comitato via Sinistra del Porto: “Costruire ancora è una scelta temeraria”
Residenti in allarme dopo gli allagamenti tra via Sinistra del Porto e il lungomare
«Quanto può dirsi eccezionale un fenomeno che si ripete con frequenza crescente?». Parte da questa domanda la presa di posizione del Comitato di via Sinistra del Porto, che torna a denunciare la fragilità della costa riminese dopo alluvioni e ingressioni marine. A rafforzare l’allarme è la delibera n. 13 del 18 dicembre 2025 dell’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, che con la Variante al PAI ha classificato ufficialmente le zone a ridosso dei fiumi — e in particolare San Giuliano Mare come aree a massimo rischio idrogeologico. Un riconoscimento ufficiale che, secondo i residenti, impone di fermare nuovi progetti edilizi e di puntare sulla messa in sicurezza del territorio.
La nota stampa del Comitato
La costa romagnola non è più solo la capitale del turismo: è diventata un territorio fragile, esposto e sempre più vulnerabile. Le ingressioni marine e le alluvioni che hanno colpito il riminese negli ultimi anni non possono più essere archiviate come "imprevisti".
Eppure, nonostante i segnali d'allarme, il consumo di suolo non si ferma. Oggi, però, la battaglia del Comitato di via Sinistra del Porto riceve una conferma istituzionale definitiva. L’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po, con la delibera n. 13 del 18 dicembre 2025, ha adottato il Progetto di Variante al PAI (Piano Assetto Idrogeologico), classificando ufficialmente le zone a ridosso dei fiumi — e in particolare San Giuliano Mare — come aree al massimo livello di rischio idrogeologico. Un territorio sotto assedio
"Quanto può dirsi eccezionale un fenomeno che si ripete con frequenza crescente?" si chiede il Comitato. I numeri parlano chiaro: l’alluvione del maggio 2023 e l’ingressione marina dell’autunno 2025 hanno messo in ginocchio San Giuliano, allagando stabilimenti, attività economiche e abitazioni tra via Sinistra del Porto e il lungomare. Le cause sono strutturali: precipitazioni intense, territorio pianeggiante iper-urbanizzato, innalzamento del livello del mare e l'effetto combinato di venti di Bora e Scirocco. "In un contesto simile — spiegano i residenti — continuare a costruire è una scelta temeraria che mette a rischio l'incolumità dei cittadini". Il paradosso del cemento: i progetti nel mirino Il Comitato evidenzia una profonda contraddizione tra le dichiarazioni della Pubblica Amministrazione e i fatti. Mentre si parla di "rinaturalizzazione" e "stop al consumo di suolo", restano in campo progetti d'impatto devastante:
Il nuovo Mercato Ittico nell’area verde di via Sinistra del Porto;
Il maxi-progetto di nuovi condomini a Rivabella;
Le nuove edificazioni in via Lucio Lando.
L’appello: "Prevenire è meglio che curare" Alla luce dei nuovi vincoli e delle prescrizioni della Variante al PAI Po, il Comitato chiede un passo indietro immediato su questi interventi. "Auguriamo che gli Amministratori colgano il vero senso di questa delibera, emessa dopo eventi climatici drammatici: mettere in sicurezza i cittadini. Chiediamo che si trovino soluzioni alternative per il mercato ittico e che si ponga fine ai progetti edilizi a Rivabella e San Giuliano. La protezione del territorio non si fa con gli slogan, ma con il coraggio di fermare il cemento dove la terra è più fragile. Prevenire è meglio che curare, ma per farlo serve coerenza".
14.1°