Amianto, Cgil: "Non bastano gli incentivi per smaltimento, serve mappatura e rimozione"
Amianto, la situazione riminese: "Il lavoratore che è stato esposto deve accedere a percorso di sorveglianza sanitaria
In occasione della Settimana europea per la sicurezza e la salute sul lavoro, la Cgil Rimini rilancia l’appello di Afeva, Associazione Familiari e Vittime Amianto, chiedendo alle amministrazione comunali della Provincia di Rimini di applicare il piano amianto della regione Emilia Romagna, con relativa mappatura dei siti con materiali contenenti amianto, monitoraggio e azioni per la mitigazione.
“Solo alcuni Comuni hanno applicato parzialmente le regole deliberate dalla Regione – evidenzia la Cgil Rimini – con le alluvioni e le trombe d’aria recenti che rendono ancora più urgente la necessità che il tema amianto torni tra le priorità”.
“Non è più sufficiente – rileva la Cgil – l’erogazione di contributi economici da parte di pochi Comuni per la rimozione e smaltimento di manufatti contenenti amianto; risorse peraltro sempre insufficienti”. È invece necessaria, per la tutela della salute pubblica, la “mappatura delle strutture contenenti amianto , ancor oggi presenti sul territorio, ed alla loro definitiva rimozione in tempi rapidi”.
Il piano prevede anche una procedura per la segnalazione da parte del cittadino di manufatti contenenti amianto e il servizio di microraccolta e smaltimento di piccole quantità di amianto da parte dell’ente di gestione dei rifiuti urbani.
Per ciò che concerne il Comune di Rimini, Afeva ha effettuato due segnalazioni di edifici con probabile presenza di amianto. Nella sede dell’Ausl Romagna, il Colosseo, è anche presente un ambulatorio amianto, un ufficio che opera al fine di attivare le procedure di sorveglianza sorveglianza sanitaria sulle persone che sono state esposte all’amianto.
“Anche su questo tema occorre maggiore informazione a livello istituzionale: il lavoratore che in passato abbia subito un’esposizione lavorativa all’amianto deve richiedere di accedere al percorso di sorveglianza sanitaria“, evidenzia la Cgil Rimini.
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