Ampliamento della Fiera di Rimini, comitati e associazioni contestano lo studio sul traffico
Nel mirino il cupolone da 18.500 spettatori, le previsioni senza il Metromare e l’aumento dei parcheggi
Alcune associazioni e comitati riminesi sollevano dubbi sullo studio del traffico allegato alla delibera per l’ampliamento della Fiera di Rimini. Contestano in particolare l’assenza di calcoli specifici per gli eventi del nuovo cupolone, le previsioni che considerano il Metromare operativo dal 2028 e la mancata valutazione dell’inquinamento. Chiedono nuove verifiche e la pubblicazione di tutti i dati prima della decisione definitiva.
La nota stampa congiunta
Abbiamo letto lo studio sul traffico allegato alla delibera per l’ampliamento della Fiera. Lo studio è previsto dall’Accordo Territoriale tra Comune e Provincia, ma è stato commissionato da Italian Exhibition Group, cioè dal proponente del progetto. Il Comune ne ha preso atto nella delibera e lo considera sufficiente. Noi abbiamo alcune osservazioni.
Per lo studio il cupolone è un padiglione come gli altri. Il cupolone potrà ospitare concerti ed eventi fino a 18.500 spettatori, anche nei giorni di fiera. Eppure nei calcoli sul traffico è trattato solo come superficie espositiva in più, e i 18.500 spettatori non compaiono in nessun calcolo. Da qui viene l’aumento di auto “limitato al 2,3%”. Inoltre lo studio considera una sola ora: dalle 8 alle 9 del mattino, nel giorno più affollato del SIGEP. Con lo stesso rapporto tra auto e visitatori del SIGEP, un cupolone pieno porterebbe circa 4.500 auto. Sono più di quelle che, secondo lo studio, arrivano oggi a tutta la Fiera nell’ora di punta (3.461). E a fine concerto escono tutte insieme.
Il Metromare nel 2028 non ci sarà. Le previsioni dello studio al 2028 contano sul prolungamento del Metromare fino alla Fiera. Ma il Comune stesso ammette che l’opera è slittata al 2029. Bisogna quindi rifare i conti senza.
Più parcheggi, più auto. I posti auto passano da 7.246 a circa 12.780: il 76% in più. Oggi, nei giorni di punta delle fiere più grandi, i parcheggi si riempiono, e una parte importante del pubblico usa i mezzi pubblici: nel giorno più affollato del SIGEP 2024 gli spostamenti con i mezzi pubblici sono stati oltre 22.000. È ragionevole aspettarsi che, con molti più posti disponibili, più persone scelgano l’auto. Lo studio invece assume che la quota di chi arriva in auto resti invariata, e afferma che i nuovi posti «non sono finalizzati ad accogliere un numero maggiore di auto», senza dimostrarlo. Già a giugno ARPAE aveva scritto che nuovo padiglione e nuovi parcheggi porteranno «un maggiore afflusso di visitatori e di conseguenza autoveicoli».
E l’aria che respiriamo? A giugno ARPAE ha chiesto di calcolare le emissioni del traffico, tra cui polveri sottili e biossido di azoto. Non sappiamo se quei dati siano stati consegnati. In ogni caso, se i concerti non sono stati calcolati, non lo è nemmeno il loro inquinamento.
L’atto approvato non è ancora l’autorizzazione definitiva. Chiediamo quindi:
un calcolo del traffico per un evento da 18.500 persone, anche nei giorni di fiera;
previsioni al 2028 senza il Metromare;
il calcolo dell’inquinamento prodotto dai grandi eventi;
la pubblicazione di tutti i dati e delle integrazioni richieste da ARPAE.
Prima di decidere, i cittadini hanno diritto di sapere cosa succederà davvero.
Associazioni e comitati scriventi:
Animal Freedom Rimini, ADL Cobas Romagna, Casa Madiba Network, Comitato Osservatorio Ampliamento Fiera, Comitato per l’Ambiente di Rivabella, Comitato Residenti Rione Clodio, Comitato Sinistra del Porto, dnA Rimini, Legambiente Valmarecchia, Lipu Rimini, Monumenti Vivi Rimini, Rete Emergenza Climatica Ambientale, Rimini EcoSocialista, Rimini in Comune, WWF Rimini
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