Appello da Rimini per la Flotilla: "Riportate Lola a casa"
“Stracciare gli accordi con Israele”: la richiesta dei movimenti riminesi
Dopo la conferenza stampa tenutasi ieri, 20 maggio, in Piazza Cavour davanti al Comune di Rimini, associazioni, collettivi e cittadinanza hanno rilanciato con forza l’appello per la liberazione immediata delle attiviste e degli attivisti della Global Sumud Flotilla, fermati durante le operazioni di abbordaggio da parte delle forze israeliane. Al centro della mobilitazione anche la vicenda di Lola Fabbri, attivista riminese di Non Una Di Meno Rimini, presente a bordo della Bayt Ummar.
Durante l’incontro pubblico, promosso da Rimini con Gaza, Non Una Di Meno Rimini e Casa Madiba Network, è stata denunciata quella che i promotori definiscono una grave violazione del diritto internazionale e marittimo, chiedendo alle istituzioni locali e nazionali di intervenire per garantire la sicurezza e il rientro delle persone coinvolte nella missione umanitaria diretta verso Gaza.
Numerosi gli interventi che hanno ribadito la necessità di rompere il silenzio politico e mediatico sulla situazione palestinese e sulle azioni contro la Flotilla, nata con l’obiettivo di portare aiuti umanitari e denunciare il blocco imposto alla Striscia di Gaza.
La giornata è proseguita con l’assemblea pubblica presso Casa Madiba, dove attiviste, attivisti e cittadini hanno continuato a seguire gli sviluppi della situazione, rilanciando solidarietà internazionale e mobilitazione dal basso.
“Libertà per la Palestina, libertà per la Flotilla, libertà per Lola” è stato il messaggio condiviso in chiusura del presidio.
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