AROP, 22 anni al fianco dei bambini malati: all’Infermi di Rimini la giornata dedicata all’impegno dell’associazione

Presentati progetti e risultati dell’associazione riminese di oncoematologia pediatrica

15 luglio 2026 11:04
AROP, 22 anni al fianco dei bambini malati: all’Infermi di Rimini la giornata dedicata all’impegno dell’associazione -
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Un momento di incontro e condivisione dedicato a raccontare il percorso dell'associazione, i progetti promossi, gli interventi realizzati e i risultati raggiunti.

Ecco, in estrema sintesi, il significato della Giornata AROP, svoltasi all’aula Michelangelo dell’ospedale Infermi di Rimini, l'occasione anche per ringraziare coloro che, con il loro sostegno, il loro impegno e la loro collaborazione, hanno contribuito a rendere possibili questi importanti traguardi, a beneficio dell'Ospedale e dell'intera comunità, come ha evidenziato il presidente Roberto Romagnoli prendendo le mosse dalla propria esperienza personale per tracciare il quadro dell’attività di AROP

Associazione di volontariato da 22 anni a fianco dell’Oncoematologia Pediatrica

AROP (Associazione Riminese Oncoematologia Pediatrica) ODV è una associazione di genitori, nata oltre 22 anni fa, con l’obiettivo principale di sostenere i piccoli ammalati e le loro famiglie durante il percorso della cura che coinvolge tutto il nucleo familiare.

L’impegno di AROP si svolge all’interno del reparto dell’ospedale Infermi di Rimini, con attività di natura “ludica” rivolta ai piccoli pazienti e ai familiari che li assistono (scuola in ospedale, festeggiamenti e ricorrenze, trattamenti estetici in reparto, il gelato in reparto, etc.), e all’esterno del reparto, prevalentemente presso la casa accoglienza di AROP, con l’intento di accompagnare i piccoli pazienti e gli adolescenti, insieme ai loro familiari, nei percorsi di assistenza nel percorso della cura e di reinserimento nella vita quotidiana al termine del protocollo di terapia.

In questi 22 anni di attività, AROP ha realizzato tantissimi progetti finalizzati al supporto delle famiglie (Casa accoglienza), ha contribuito economicamente all’acquisto di strumenti e macchinari per lo svolgimento delle attività di reparto, oltre ad avere dato un importante contributo per la realizzazione del nuovo Day Hospital Oncologico, determinante per migliorare la qualità dei servizi del reparto.

Il reparto di Oncoematologia Pediatrica di Rimini è un centro di riferimento per tutta l’area vasta Romagna, quindi raccoglie pazienti dalle provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini, oltre alle numerose famiglie di extra comunitari (negli ultimi anni aumentati in maniera significativa) che spesso hanno bisogno di una assistenza complessiva.

In questi ultimi anni AROP ha dedicato un impegno significativo verso le tematiche del reinserimento nella vita quotidiana dopo la cura: assistenza psico-sociale, scuola in ospedale, educazione alimentare, specifica per le fasi successive alla cura, e altre attività funzionali al reinserimento nella vita quotidiana.

 

Gli impegni di AROP

PER IL REPARTO

  • Acquisto di macchinari

  • Materiali di consumo

  • Attrezzature per le aree accoglienza

  • Assistenza in reparto per esigenze quotidiane

  • Organizzazione eventi interni ed esterni al reparto

PER I PICCOLI AMMALATI

  • Accoglienza in reparto

  • Organizzazione attività ludiche,

  • Giocattoli, organizzazione gite ed eventi (esterni al reparto)

  • Trasporto da e verso centri di cura

  • Supporto esigenze quotidiane

PER LE FAMIGLIE

  • Accoglienza in reparto e fuori dal reparto

  • Servizio di parrucchiera ed estetista in reparto

  • Ospitalità in casa accoglienza AROP

  • Fornitura beni di prima necessità

  • Trasporto da e presso centri di cura

  • Sportello di psico-oncologia

  • Sportello di psico-nutrizione

PER SENSIBILIZZARE IL TERRITORIO

  • Eventi divulgativi

  • Conferenze stampa

  • Compresenze in eventi


DICHIARAZIONI

- Francesca Mattei, assessora comunale Politiche per i Giovani: “L’ospedale è sì scienza e ricerca, ma negli ultimi tempi è soprattutto cura. In un momento storico in cui la sanità pubblica è in difficoltà crescente, per poter permettere che la cura sia veramente efficace serve una collaborazione fra più soggetti, oltre ai professionisti dell’azienda sanitaria le istituzioni e l’amministrazione e soprattutto l’associazionismo, con l’esperienza condivisa di chi magari si è già trovato a dover fare i conti con quella malattia. L’umanità è un aspetto fondamentale per integrare le cure, tra l’altro sono davvero tante le associazioni che con la loro attività gravitano sull’ospedale coinvolgendo pure la cittadinanza e di questo come amministratori comunali siamo davvero grati: Rimini dimostra di essere una città solidale. In tal senso un grazie di cuore ad AROP per quello che porta avanti ogni giorno”.

- Francesca Raggi, Direttrice presidio ospedaliero Rimini: “L’ospedale è uno dei luoghi che più riesce a rappresentare la comunità. In tal senso è importante imparare a prenderci cura della persona nella sua interezza e non solo della malattia, per questo con questa iniziativa desideriamo ringraziare in maniera sentita chi a fianco dei professionisti ormai da anni riesce a cambiare la traiettoria dei percorsi di cura di chi sta affrontando un momento complesso della propria vita. La comunità riesce a incidere nella rappresentazione della cura che abbiamo in ospedale e a ciò teniamo in modo particolare, così come ci ha insegnato il Decalogo dell’architetto Piano e del professor Veronesi, che già 25 anni fa parlava di ospedale aperto e di condivisione con la città a cui appartiene. Il nostro servizio è un bene comune e ciascuno di noi può fare la differenza, come ci avete dimostrato da oltre vent’anni. L’alleanza sinergica che AROP ha saputo creare con i professionisti fa la differenza sulla qualità dell’assistenza. Tanto che il vostro contributo, sempre molto concreto, cambia la memoria che rimane impressa nella mente dei bambini e delle famiglie nel corso della loro vita, incidendo in modo significativo nella traiettoria personale del paziente”.


- Roberta Pericoli, Direttrice Oncoematologia Pediatrica Rimini: “Il supporto dei genitori è fondamentale, tutti sappiamo quanto sia importante avere vicino chi dentro l’ospedale c’è stato e ha sentito il dolore, la difficoltà e la solitudine di questo percorso, inizialmente anche con la mancanza di requisiti strutturali. Il primo paziente dell’Oncologia Pediatrica è del 1999, poi nel 2004 è arrivata AROP ed è cresciuta insieme al reparto, passando da quattro genitori armati di tanta buona volontà ad essere oggi un’associazione in grado di affiancarci in tutte le nostre attività. Stiamo lavorando ora con pazienti sempre più complessi, come un centro di terzo livello, con ragazzi fino ai 18 anni d’età e oltre, considerando che non trasferiamo più nessuno in altri ospedali se non per il trapianto di midollo. In sostanza, anche per l’intervento quotidiano nei reparti, non si limita all’assistenza ai genitori, AROP rappresenta per noi una mano costantemente tesa che possiamo prendere quando abbiamo bisogno, pronta ad aiutare tutti noi e i pazienti. A loro va il mio profondo grazie perché siamo stati piccoli insieme e siamo diventati grandi insieme”.

- Samanta Nucci, psicologa Oncoematologia Pediatrica: “Non posso che ribadire anch’io il ruolo significativo delle associazioni del Terzo Settore sul fronte della cura, ovvero mettere al centro il bambino, che è poi la mission principale dell’oncoematologia pediatrica. Il bimbo ha una malattia, non è la malattia, come io ricordo sempre come prima cosa alle mamme. Grazie a un ambiente che non sembra un ospedale, anche se i giovani pazienti sono consapevoli di esserci, ma in un luogo che non fa paura, sono in grado di gestire tale situazione. Significa uscire da un’esperienza traumatica, potenzialmente mortale, che invade a 360 gradi l’intero nucleo familiare, con il danno psicologico a carico dei fratelli ad esempio. E significa garantire una guarigione vera, totale, quindi potersi girare e dire: ‘ho avuto questa esperienza, non me la dimentico, fa parte del mio bagaglio di crescita, con fragilità e difficoltà, ma ho tratto anche qualcosa di costruttivo. E’ vero che la sanità in Romagna è un’eccellenza, ma integrandola con le associazioni e i vari donatori questo è ancora più possibile, per cui grazie a tutti dal profondo del cuore”.

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