Arrestato a Rimini per crimini di guerra in Kosovo
Era un immigrato modello, padre di famiglia, lavoratore onesto e integrato, ma sul suo passato c’era un’ombra inquietante. Muharem Gashi, serbo di 36 anni che viveva a Bellaria (Rimini) dove faceva il...
Era un immigrato modello, padre di famiglia, lavoratore onesto e integrato, ma sul suo passato c’era un’ombra inquietante. Muharem Gashi, serbo di 36 anni che viveva a Bellaria (Rimini) dove faceva il camionista, è accusato in patria di crimini di guerra contro la popolazione civile, imputazione per la quale rischia 40 anni di carcere. E’ stato arrestato dall’ufficio immigrazione della Questura di Rimini che, in collaborazione con l’Interpol, ha eseguito un mandato di cattura internazionale spiccato dalla corte di Belgrado. Gashi, dopo aver fatto parte dell’esercito serbo, nel 1999 si é arruolato come volontario nell’Uck, l’esercito di liberazione del Kosovo, formazione paramilitare e terroristica, del quale è poi diventato ufficiale, per poi passare col grado di capitano nel Tmk, la discussa protezione civile kosovara, nella quale sono confluiti moltissimi guerriglieri. Nel 1999, insieme ad altri esponenti dell’Uck, fu protagonista di un blitz in una casa a Klina, in Kosovo: il proprietario fu freddato con un colpo alla testa (anche se non fu Gashi a sparare) e gli altri occupanti furono feriti. Arrivando in Italia con lo status di rifugiato, ha cercato di lasciarsi alle spalle la sua vecchia vita, della quale, però, non si è potuto liberare del tutto. Adesso è a disposizione della Corte d’appello di Bologna, che dovrà decidere se ci sono gli estremi per l’estradizione.
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