Arriva il marchio "Turismo Responsabile": a Rimini la svolta contro il lavoro nero e gli appalti irregolari
Un comparto da 1,5 miliardi: Rimini lancia il nuovo modello per blindare il lavoro stagionale
Sindacati (Filcams-CGIL, Fisascat-CISL, Uiltucs-UIL) e associazioni datoriali (Confcommercio, Confesercenti, Federalberghi) hanno firmato tre intese per rilanciare il settore turistico riminese, presentate al presidente della Provincia Jamil Sadegholvaad e ai sindaci di Bellaria Igea Marina, Cattolica, Misano Adriatico e Riccione.
Gli accordi puntano a contrastare il lavoro sommerso e i contratti irregolari, valorizzare la formazione professionale e coinvolgere giovani, università e centri per l'impiego nell'industria dell'ospitalità. Tra le misure concrete: incontri periodici tra le parti, incentivi all'apprendistato, part time flessibili per i giovani, esclusione degli appalti non conformi al contratto nazionale e percorsi formativi finanziati dai fondi interprofessionali. Si chiede inoltre la creazione di un ammortizzatore sociale ad hoc per i lavoratori stagionali.
Previsto anche un marchio di "Turismo e lavoro socialmente responsabile" per le aziende che aderiranno al nuovo modello organizzativo.
«La qualità è la chiave per restare competitivi e attrattivi anche in futuro», ha dichiarato Sadegholvaad, ricordando gli investimenti degli ultimi vent'anni sulla destagionalizzazione. Il turismo nella provincia vale 1,5 miliardi di PIL — circa il 60% del PIL locale — e occupa 60mila persone.
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