Artigianato, saldo positivo nel secondo trimestre: 95 nuove imprese in Romagna
Rimini e Forlì-Cesena chiudono il trimestre con 20.922 imprese artigiane attive. Crescono servizi, alloggio e ristorazione, mentre calano manifattura, trasporti e commercio
Saldo positivo nel secondo trimestre del 2026, nel territorio Romagna (Forlì-Cesena e Rimini), tra iscrizioni e cessazioni di imprese artigiane. In generale, a fine periodo risulta stabile la numerosità delle imprese attive artigiane. Tra i principali, crescono i settori dell’Alloggio-ristorazione e i Servizi alle imprese, mentre calano Manifatturiero, Trasporti, Commercio e Attività professionali; stabili, invece, le Costruzioni e i Servizi alle persone. In tale contesto, continua l’incremento del numero delle società di capitale. L’artigianato si conferma centrale e rilevante nei territori di riferimento della Camera di commercio della Romagna.
Sistema imprenditoriale: area Romagna – Forlì-Cesena e Rimini
In base ai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, la dinamica anagrafica delle imprese artigiane nel corso del secondo trimestre del 2026 riporta 347 iscrizioni al Registro imprese e 252 cessazioni di imprese artigiane (al netto delle cancellazioni d’ufficio), con un saldo positivo di 95 unità (il margine nel secondo trimestre del 2025 fu pari a +73 imprese). Il tasso di variazione trimestrale delle imprese artigiane registrate risulta, pertanto, positivo e pari a +0,46%, superiore al dato sia regionale (+0,44%) sia nazionale (+0,43%).
Al 30 giugno 2026 le imprese artigiane attive sono 20.922, sostanzialmente stabili rispetto al medesimo periodo del 2025 (-0,2%), a differenza del trend negativo regionale (-2,1%) e nazionale (-1,6%). In sostanza, con un’incidenza sul totale delle imprese attive del 29,9% (30,2% in Emilia-Romagna, 24,3% in Italia), 3 imprese su 10 sono artigiane.
Per quel che riguarda i principali settori economici, si ritrovano i seguenti: Costruzioni (40,5% del totale delle imprese artigiane), settore caratterizzato da un’alta intensità delle relative imprese (8 imprese attive su 10 sono artigiane), stabile (-0,2%); Attività manifatturiere (18,8% l’incidenza), in diminuzione dello 0,8%; Altre attività di servizi (13,3% l'incidenza, +0,1% la dinamica), che comprende i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, settore anch’esso con una quota rilevante di imprese artigiane sul totale delle imprese attive (83,3%); Trasporto e magazzinaggio (6,9%), in flessione del 2,1%; Commercio (5,1%), in calo del 2,6%; Alloggio e ristorazione (5,0% l’incidenza, +0,6% la dinamica).
Le ditte individuali, che rappresentano la maggioranza delle forme giuridiche artigiane (73,4%), sono in lieve aumento (+0,3% rispetto ai 12 mesi precedenti); incremento che caratterizza, con maggior intensità, anche le società di capitale (9,7% delle imprese artigiane, +3,2%), così come accade anche negli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).
Sistema imprenditoriale: focus sulla provincia di Rimini
In base ai dati Infocamere-Movimprese elaborati dall’Ufficio Informazione economica – Valorizzazione dati della Camera di commercio della Romagna, nel corso del secondo trimestre del 2026 si sono verificate 172 iscrizioni e 122 cancellazioni di imprese artigiane (al netto di quelle d’ufficio), per un saldo positivo di 50 unità (nel secondo trimestre del 2025 il saldo fu pari a +58); il tasso di variazione trimestrale delle imprese artigiane registrate risulta, pertanto, positivo e pari a +0,52%, superiore a quello regionale (+0,44%) e nazionale (+0,43%).
Al 30 giugno 2026 le imprese artigiane attive sono 9.622; nel confronto con il 30/06/2025 si riscontra stabilità, in controtendenza rispetto al dato negativo regionale (-2,1%) e nazionale (-1,6%). Alla data in esame, il 27,7% delle imprese attive totali è artigiana, a fronte del 30,2% dell’Emilia-Romagna e del 24,3% dell’Italia.
Riguardo alle aggregazioni territoriali della provincia di Rimini, in generale, nelle aree collinari (dove si localizza il 21,7% delle imprese artigiane) l’intensità artigiana (numero imprese artigiane sul totale delle imprese attive) è superiore alla media provinciale (36,1%), mentre appare minore in pianura (26,0%), dove, tuttavia, si concentra più dei due terzi delle attività artigiane (per l’esattezza, il 76,9%); in entrambe le aree si riscontra una sostanziale stabilità (-0,2% nella prima e +0,2% nella seconda). Tra i Comuni della costa, quello di Rimini risulta prevalente, con il 39,3% del totale delle attività artigiane, in aumento dello 0,5%; a seguire, Riccione con l’11,1% (+1,1%). In merito alle Vallate, in cui ha sede un quinto del totale dell’artigianato, le dinamiche sono positive nella Valconca (+0,8%) e negative nella Valmarecchia (-0,4%). In lieve calo, infine, le imprese artigiane nell’area del Basso Conca
(-0,3% la dinamica, 13,4% l’incidenza).
Con riferimento ai principali settori economici, si distinguono, in primis, le Costruzioni, con un’incidenza sul totale delle imprese artigiane pari al 41,4% e un trend annuo in diminuzione (-0,6%); le Costruzioni, infatti, rappresentano un settore centrale dell’artigianato provinciale, dove 8 imprese attive su 10 sono artigiane.
Proseguendo nell’analisi, si ritrovano, nell’ordine, le Attività manifatturiere (incidenza del 17,4%, -1,0% tendenziale), le Altre attività di servizi (13,4% l’incidenza, +2,5% la dinamica), che comprende i servizi alla persona come acconciatori e centri estetici, settore anch’esso con una quota assai rilevante di imprese artigiane (82,9% del totale delle imprese attive), Trasporto e magazzinaggio (incidenza del 6,3%, variazione del -1,1%), Alloggio e ristorazione (incidenza pari al 5,7%, +1,1%), Commercio (4,9%, -2,9%), Noleggio, agenzie di viaggio e servizi di supporto alle imprese (4,0% del totale, +1,9% la dinamica) e Attività professionali, scientifiche e tecniche (incidenza del 2,5%, +1,7% la variazione).
Le ditte individuali, che rappresentano la maggioranza delle forme giuridiche artigiane (73,9%), sono in aumento (+0,8% rispetto ai 12 mesi precedenti); incremento che caratterizza anche le società di capitale (+1,8%), che costituiscono il 9,9% delle imprese artigiane del territorio, analogamente a quanto accade per gli altri territori di riferimento (Emilia-Romagna e Italia).
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