Assistenti domiciliari in mobilitazione: "Rimborsi benzina insufficienti, contratto non rispettato"
I sindacati hanno aperto un confronto anche con i distretti territoriali, chiedendo un intervento immediato per verificare il pieno rispetto degli obblighi contrattuali
I sindacati Cgil, CIsl e Uil hanno proclamato lo stato di agitazione dei lavoratori del servizio di assistenza domiciliare, denunciando "il mancato rispetto del Contratto Integrativo Territoriale da parte delle cooperative sociali". Si tratta di Oss, Osa e assistenti domiciliari che prestano assistenza nella abitazioni di persone fragili. Spesso dovendo provvedere personalmente alle spese di benzina: "Il contratto prevede un rimborso pari a un quarto del costo del carburante. Con il prezzo attuale sopra i 2 euro al litro dovrebbe tradursi in 0,50-0,55 euro al chilometro. Le cooperative riconoscerebbero invece tra 0,32 e 0,40 euro, una cifra che non copre nemmeno il costo del carburante, senza contare l'usura del mezzo, la manutenzione, l'assicurazione e la svalutazione dell'autovettura". I sindacati lamentano anche la mancata copertura, da parte (in media) di cinque cooperative su sei, della cooperativa assicurativa per chi usa il proprio mezzo durante il servizio; e il mancato rimborso del bollo dell'auto.
"È inaccettabile che un servizio pubblico essenziale venga garantito scaricando sui lavoratori costi che spettano ai datori di lavoro - prosegue la nota dei sindacati - e chi ogni giorno entra nelle case delle persone più fragili per assicurare assistenza e dignità non può rimetterci economicamente per svolgere il proprio lavoro. Così si mortificano i lavoratori e si svilisce un servizio fondamentale per la comunità".
I sindacati hanno aperto un confronto anche con i distretti territoriali, che rilasciano gli accreditamenti alle cooperative, chiedendo un intervento immediato per verificare il pieno rispetto degli obblighi contrattuali. "Non è accettabile gestire servizi finanziati con risorse pubbliche senza garantire ai lavoratori quanto previsto dai contratti". Per i sindacati "il tempo dell'attesa è finito".
Lo stato di agitazione "segna l'inizio di una mobilitazione che potrebbe avere ripercussioni sull'erogazione del Servizio di Assistenza Domiciliare. Il messaggio alle cooperative è chiaro: se non arriveranno risposte concrete e immediate, la protesta proseguirà e non si escludono disservizi.La dignità dei lavoratori non è negoziabile e il rispetto dei contratti non può essere considerato un'opzione", chiosano i sindacati.
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