Atletico Marecchia, storica vittoria ai playoff di Terza: si aprono le porte della Seconda
Nel ricordo di Francesco Di Mario, uno storico traguardo
Al quarto playoff consecutivo, l'Atletico Marecchia ha conquistato la vittoria, superando in finale il Corpolò, dopo aver regolato nei quarti e nelle semifinali il Canonica e l'Olimpia. Ora il sodalizio pennese attende il ripescaggio per partecipare, per la prima volta nella sua storia, al campionato di Seconda Categoria. Un traguardo che la società dedica al suo ex calciatore Francesco di Mario, scomparso a 30 anni nel 2021. "Nell'anno in cui abbiamo fatto l'intitolazione del campo in sua memoria, abbiamo vinto i playoff. Ma non solo: pensando alle altre sue squadre, il Novafeltria ha vinto il playoff regionale mentre il Pietracuta si è salvato", spiega il ds Paolo Draghi. Non è l'unica storia emozionante in casa Atletico Marecchia: il miglior marcatore della squadra, con 11 reti in regular season, è Sanouna Songne, 23enne del Burkina Faso, arrivato dall'Africa in Italia e accolto nella struttura di accoglienza di Pennabilli. La squadra è formata da tutti giocatori del posto, compreso il portiere Andrea Iacobelli, che si è trasferito lo scorso novembre a Pennabilli. "Questa vittoria rappresenta qualcosa di speciale per tutta la grande famiglia dell’Atletico Marecchia, perché arriva al termine di un percorso lungo quattro anni. Abbiamo costruito tutti insieme una squadra composta esclusivamente da ragazzi del posto, dando spazio ai tanti giovani di valore che negli anni hanno scelto di unirsi a noi: vincere con un gruppo così giovane è motivo di grande orgoglio. In questi anni sono cambiati allenatori e giocatori, ma lo spirito dell’Atletico e il senso di appartenenza sono sempre rimasti gli stessi. Il raggiungimento di quattro finali play-off consecutive e una finale di coppa negli ultimi quattro anni dimostra che non siamo arrivati qui per caso", spiega il ds Draghi. La squadra era partita a spron battuto, poi ha rallentato tra le fine del girone d'andata e il ritorno. "Proprio quando forse meno persone se lo aspettavano, però, è arrivata la ciliegina sulla torta. Grande merito va all'allenatore, Enzo Pari, che, tornato alla guida della squadra, è riuscito a far dimenticare le delusioni degli anni passati e a tenere unito il gruppo nei momenti più complicati della stagione", sottolinea Draghi. L'Atletico Marecchia, ai playoff, ha vinto 3 gare su 3 in trasferta. "Ai playoff sapevamo che contavano cuore e mentalità più di tutto. La semifinale è stata l’emblema del nostro percorso: sotto nel finale e poi ancora nei supplementari, i ragazzi hanno reagito senza mollare mai, dimostrando quanto volessero raggiungere questo traguardo. Alla finale siamo arrivati con il giusto mix tra l’esperienza dei veterani e l’entusiasmo dei più giovani e, guardando negli occhi la squadra prima della partita, abbiamo capito subito che nessuno ci avrebbe portato via quel sogno inseguito per quattro anni", chiosa il direttore sportivo. Piccola nota di colore finale: l'Atletico Marecchia ha il giallo e verde come colori sociali, ma ai playoff ha sfoggiato una divisa stile Atletico..Madrid, a strisce bianco-rosse con calzoncini blu. "Ci serviva ovviamente una divisa con colori molto diversi da quelli della prima maglia, la nostra dirigenza ha fatto l'associazione con l'Atletico Madrid: effettivamente non so chi ha perso più finali, se loro o noi", sorride Draghi. I "colchoneros" dell'Alta Valmarecchia ora possono fare sonni tranquilli: l'incubo playoff non c'è più, il tabù è stato superato.
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