Attivisti italiani liberi, il ritorno della skipper riminese Lola Fabbri: "È finito l’incubo"

Scattano le indagini in Italia per sequestro e violenze

A cura di Glauco Valentini Redazione
22 maggio 2026 06:32
Attivisti italiani liberi, il ritorno della skipper riminese Lola Fabbri: "È finito l’incubo" - © Facebook
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È finito l’incubo per gli attivisti della Global Sumud Flotilla, tra cui la skipper riminese Lola Fabbri, fermati nei giorni scorsi dalle autorità israeliane mentre erano diretti verso Gaza. Gli italiani hanno lasciato Israele con voli charter partiti da Eilat e diretti a Istanbul, per poi rientrare in Italia tra Malpensa e Fiumicino.

A seguire la vicenda è stato il Ministero degli Esteri, mentre in Romagna cresce l’attesa per il ritorno di Fabbri e degli altri attivisti. Restano però forti polemiche per il trattamento subito durante l’abbordaggio delle imbarcazioni. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha parlato di «violazione dei più elementari diritti umani», chiedendo sanzioni europee contro il ministro israeliano Ben-Gvir.

Duri anche i commenti dal Riminese. Il senatore M5S Marco Croatti, che aveva partecipato a una precedente missione della Flotilla, ha denunciato «umiliazioni, violenze e torture» ai danni degli attivisti, annunciando l’attesa del loro rientro in Italia «per poterli riabbracciare».

Intanto la Procura di Roma ha aperto un fascicolo dopo l’esposto presentato dal team legale della Flotilla: tra le ipotesi al vaglio ci sarebbero sequestro di persona e altri reati legati all’operazione in mare.

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