Rincaro Tari a Rimini: "Almeno aumentate i contributi per le famiglie in difficoltà"
Aumento tariffe tari, i sindacati chiedono che il fondo dei contributi sia aumentato e diventi strutturale
I sindacati a confronto con il Comune di Rimini chiedono un aumento del fondo Tari. Preso atto dell’aumento della tariffa (+4,15%), minore rispetto al 4,96% stabilito da Atesir, Cgil-Cisl-Uil evidenziano che il fondo Tari, destinato alle agevolazioni tariffarie per le persone e le famiglie in difficoltà, sia lo stesso dal 2019. “Ma nel frattempo le cose non sono migliorate a livello economico, sarebbe dunque necessario un suo rifinanziamento che vada ben oltre ai 30.000 euro attuali“, scrivono in una nota.
Non solo: per i sindacati dovrebbe diventare un fondo strutturale e non uno stanziamento annuale. “Nel riminese ci sono Comuni più piccoli di Rimini che destinano a tal fine, strutturalmente, maggiori risorse in rapporto agli abitanti”, si evidenzia nella nota.
Le attuali agevolazioni sociali, concordate con Cgil-Cisl-Uil nel 2019, prevedono nel bando Tari, tra le categorie beneficiarie uno sgravio del 90% per famiglie con redditi Isee fino ad € 9.000. La richiesta, avanzata unitariamente dalle sigle sindacali al Comune, è quella di alzare il limite dell’Isee per includere più famiglie. Per finanziare le minori entrate, sarebbe sufficiente, evidenziano i sindacati, utilizzare i 370.000 euro derivanti dagli incassi sul recupero dell’evasione fiscale.
“Per molte famiglie un aumento del 4,15% sulla tassa rifiuti non è sostenibile. Per queste ragioni le sigle sindacali chiedono con forza che il Comune riconsideri le proprie decisioni in materia e applichi un vero confronto in particolare su tutto ciò che riguarda le politiche economiche e sociali“, chiosano i sindacati.
10.5°