Autovelox, a Rimini 1.75 milioni di euro di multe. Angelini chiede verifiche in consiglio comunale
Il consigliere comunale presenta un'interrogazione e chiede controlli su omologazione e tarature. "Se ci sono dispositivi non conformi, si proceda alla sospensione"
Un milione e 750mila euro. È quanto entra nelle casse del Comune di Rimini dalle sanzioni legate agli autovelox, all’interno di un totale di quasi 10 milioni di euro di proventi derivanti dalle multe stradali. Numeri sui quali il consigliere comunale Matteo Angelini chiede ora di fare chiarezza, a partire dalla regolarità dei dispositivi utilizzati sul territorio. Angelini ha quindi depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta indirizzata al sindaco e alla Giunta, chiedendo una verifica su omologazioni, tarature, posizionamento degli apparecchi e distanze della segnaletica. L’iniziativa arriva dopo l’entrata in vigore del nuovo decreto del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti che, secondo quanto riportato dal consigliere, "ha introdotto regole più stringenti per i controlli della velocità, tanto da aver già determinato lo spegnimento di oltre 850 dispositivi ritenuti non conformi in Italia".
"Ho depositato un’interrogazione urgente per fare piena luce sulla legittimità e sulla conformità dei sistemi di rilevazione della velocità attivi sul nostro territorio comunale», spiega Angelini. Nel mirino del consigliere finisce anche quanto accaduto in passato sulla Marecchiese, nella frazione di Corpolò. Angelini ricorda di avere già sollevato dubbi sul posizionamento temporaneo degli strumenti di rilevazione, che sarebbe avvenuto all’interno di una superficie privata, oggi interdetta da una catena e non più utilizzata per lo stazionamento della polizia locale. Secondo l’analisi condotta dal consigliere, quella campagna di controlli avrebbe interessato soprattutto lavoratori e pendolari della Valmarecchia, con numerose sanzioni dovute a superamenti di pochi chilometri orari rispetto al limite consentito.
Ritengo evidente che i controlli debbano rispondere a rigorosi criteri normativi e di reale sicurezza, non a logiche di mera serialità sanzionatoria", sostiene Angelini. A dare ulteriore peso alla questione sono gli incassi. Nei dati riportati nell’interrogazione, Rimini registra quasi 10 milioni di euro complessivi di proventi dalle sanzioni stradali, dei quali 1,75 milioni riconducibili alle postazioni autovelox. Una cifra che, secondo Angelini, colloca il Comune all’ottavo posto in Emilia Romagna per volume degli incassi derivanti dagli eccessi di velocità.
Con l’interrogazione il consigliere chiede quindi al Comune l’elenco completo dei dispositivi presenti sul territorio, i relativi decreti di omologazione e quelli prefettizi per il posizionamento, oltre ai risultati delle ultime tarature obbligatorie e ai relativi margini d’errore. Sotto esame anche le distanze della segnaletica verticale e orizzontale dagli impianti. Angelini domanda inoltre un quadro dei ricorsi presentati dai cittadini dal primo gennaio 2025 e delle conseguenze economiche per l’ente, tra somme incassate e introiti persi.
La richiesta finale è che, qualora emergessero apparecchi non pienamente rispondenti ai nuovi requisiti di omologazione o alle regole sulle distanze della segnaletica, il Comune intervenga. «Pretendo che l’Amministrazione proceda alla loro immediata sospensione o regolarizzazione, a tutela dei diritti degli utenti della strada e della trasparenza dell’azione amministrativa».
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