Balneari: caos gare, diverse per ogni Comune se non interviene il Governo

Balneari, concessioni demaniali all'asta: ma si rischiano regole diverse da Comune costiero a Comune. La preoccupazione di Legacoop

A cura di Riccardo Giannini Redazione
02 maggio 2024 13:20
Balneari: caos gare, diverse per ogni Comune se non interviene il Governo - Lungomare di Riccione dall'alto
Lungomare di Riccione dall'alto
Condividi

“Una gara per ogni spiaggia, con regole diverse per ogni Comune. È lo scenario da incubo che rischia di concretizzarsi se il Governo non si deciderà a mettere mano in modo urgente alla materia delle concessioni, con un atto politico che fornisca linee guida nazionali a tutto il settore”.

Legacoop Romagna esprime così la propria preoccupazione per la recente sentenza del Consiglio di Stato, che ha confermato la scadenza delle concessioni balneari al 31 dicembre del 2023.

“La sentenza – rileva Legacoop – ha messo fine a una narrazione tanto consolatoria quanto favolistica: il massimo grado della magistratura amministrativa ha sancito che la risorsa spiaggia è scarsa, le gare vanno fatte, le deroghe sono nulle. Il re, in sostanza, è nudo”.

Legacoop Romagna chiede un incontro urgente a tutti i parlamentari eletti nel territorio, “affinché si attivino in tutte le sedi per dare un quadro normativo chiaro e in tempi rapidissimi”.

“Non è possibile scaricare sulle amministrazioni comunali l’onere di definire i bandi con le attuali norme e le attuali dotazioni. Il risultato sarebbero disparità inaccettabili da una località all’altra e carichi di lavoro insostenibili per gli enti locali.
Il caos, in breve”
, rileva Legacoop.

L’intervento del governo deve avere l’obiettivo di “tutelare uno sviluppo del turismo balneare che difenda il reddito di chi lavora sulla spiaggia e un modello fatto di imprese famigliari che garantiscono qualità e servizi di altissimo livello”.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail