Balneari, ancora nulla dal Governo per il bando tipo. Smentite fake news sulle aste: si faranno

Le voci diffuse negli ultimi giorni non corrispondono a realtà, puntualizzano Mauro Vanni e Roberto Biagini

28 luglio 2026 11:19
Balneari, ancora nulla dal Governo per il bando tipo. Smentite fake news sulle aste: si faranno - Mauro Vanni e Roberto Biagini
Mauro Vanni e Roberto Biagini
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"Ancora non sappiamo nulla dal Governo: ci era stato detto che entro luglio si sarebbe espresso, consultando le Regioni al tavolo tecnico Stato-Regioni, per definire prima delle ferie di Ferragosto il bando tipo. Ma è probabile si arrivi dopo, a settembre. I tempi sono troppo stretti". Mauro Vanni, responsabile della Cooperativa bagnini di Rimini Sud e presidente di Confartigianato Imprese Demaniali, torna sul tema delle concessioni balneari, che dovranno essere messe ad asta. "È stato fatto un lavoro tecnico con le Regioni, poi un'udienza con tutte le categorie, all'interno della quale abbiamo avanzato i nostri dubbi, perplessità e le nostre osservazioni. E ora siamo in attesa", dice Vanni. "Il ministro Salvini aveva dichiarato di chiudere la partita entro luglio. Non mi sembra che ci siano i presupposti", aggiunge.

La certezza è che le concessioni balneari dovranno essere messe all'asta. Nei giorni scorsi si sono diffuse fake news, legate all'ordinanza della Corte di Giustizia dell'Unione Europa del 10 luglio, proprio relativa al caso Balneari Rimini. La Corte, in realtà, ha ribadito quanto già si sapeva: le aste scattano, secondo la Bolkestein, quando le autorizzazioni sono limitate dalle reale scarsità della risorsa naturale. In pratica le concessioni balneari devono essere assegnate tramite gara pubblica non se ci siano poche spiagge disponibili da un punto di vista numerico-quantitativo, ma qualitativo: "Le spiagge in zona centrale a Rimini sono tutte occupate. Quindi c'è il criterio della scarsità della risorsa", puntualizza Vanni.

C'è poi un ulteriore elemento rilevante: il valore transfrontaliero. Una concessione, benché assegnata in Italia, può interessare anche imprese di Stati membri dell'Unione Europea. Da qui la necessità di metterle a bando.

Mauro Vanni

"Intanto il giudice si è pronunciato con ordinanza, non con una sentenza. In questi casi la Corte di Giustizia si è già pronunciata, c'è già una giurisprudenza chiara", esordisce Roberto Biagini, avvocato e membro del direttivo dell'associazione Mare Libero. "Sono tutte fake news, ordinanza strumentalizzata solo da una parte di balneari", sottolinea. Per ciò che concerne invece i criteri che il governo deve definire, all'interno della cornice di un bando tipo, Biagini è categorico: "È un falso problema. Ci sono Comuni che sono andati a bando definendo loro i criteri. È una lettura che deve dare la propaganda: molti Comuni, per tornaconti elettorali, sono genuflessi alle ragioni dei balneari. Rimini uno di questi Comuni".

Roberto Biagini

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