Bandi spiagge: "Rimini può diventare un villaggio turistico uguale al resto del mondo". Confcommercio in allarme
Le preoccupazioni di Zanzini: "Rischio che siano favoriti i grandi gruppi, a scapito degli imprenditori locali"
Il presidente di Confcommercio Rimini, Gianmaria Zanzini, esprime preoccupazione in vista delle future aste per le concessioni balneari. La sua preoccupazione è che Rimini voglia incoraggiare le macro-aggregazioni di stabilimenti balneari: è l'unico Comune della Regione, infatti, ad aver inserito nel proprio piano dell'arenile il sistema delle macro e micro-aggregazioni, rileva Zanzini, "mentre in tutti gli altri Comuni i bandi saranno esclusivamente sulle singole concessioni". Zanzini chiede che il Comune chiarisca "se, nelle aree in cui saranno presentate manifestazioni di interesse sia per micro aggregazioni sia per macro aggregazioni, intenda attribuire una priorità automatica ai progetti più grandi. Perché, se così fosse, i nostri timori sarebbero pienamente fondati".
"La precedenza alle macro aggregazioni - sottolinea - rischierebbe di innescare una vera e propria legge della giungla, nella quale il soggetto economicamente più forte finirebbe inevitabilmente per prevalere sulle imprese più piccole. Con buona pace della Legge quadro 118/2022 che regolamenta le concessioni demaniali marittime e contiene tra i suoi principi fondanti la tutela della micro impresa di carattere familiare, della storicità delle imprese e di quel modello storico e identitario di balneazione romagnolo che ha fatto scuola in Europa, si aprirebbe la porta a una concentrazione senza precedenti”.
“Le dimensioni degli investimenti richiesti potrebbero aprire la strada a grandi gruppi e fondi di investimento estranei al tessuto imprenditoriale che ha costruito il successo turistico di Rimini. Il rischio concreto è che, dietro alcune macro aggregazioni formalmente promosse dagli attuali concessionari, entrino capitali mossi da logiche puramente finanziarie e speculative. Imprenditori che hanno gestito per decenni le proprie spiagge potrebbero così ritrovarsi ridotti al ruolo di facciata, perdendo progressivamente autonomia decisionale e diventando, di fatto, dipendenti di soggetti finanziari nelle stesse attività che hanno creato e condotto per una vita. Sarebbe il paradosso più grave: utilizzare l’esperienza dei balneari per favorire operazioni che, alla fine, rischiano di estrometterli dal controllo delle loro imprese. Non possiamo accettare - incalza Zanzini - che famiglie e imprenditori del territorio, dopo decenni di lavoro, investimenti e servizi offerti alla città, vengano messi fuori mercato attraverso criteri che andrebbero a vantaggio di chi dispone della maggiore potenza economica. Non sarebbe concorrenza: sarebbe una selezione basata sul capitale”.
Il rischio, per Confcommercio, è quello di un progressivo appiattimento dell’offerta turistica. “Le macro aggregazioni possono significare omologazione, standardizzazione e perdita di identità. Il risultato potrebbe essere una Rimini trasformata in un gigantesco villaggio turistico, identica a decine di località in giro per il mondo”. Confcommercio chiede quindi al Comune di rendere pubblici, prima della stesura definitiva dei bandi, i criteri per la formazione dei lotti, le modalità di valutazione delle manifestazioni di interesse e le garanzie previste contro la concentrazione delle concessioni nelle mani di pochi grandi soggetti.
“Le decisioni non possono essere prese nelle stanze chiuse e comunicate quando ormai tutto sarà definito. Serve subito un confronto vero, trasparente, con le associazioni e con gli operatori. Il futuro della spiaggia di Rimini non è una questione urbanistica riservata agli addetti ai lavori: riguarda l’occupazione, l’economia locale, l’identità turistica e il destino di centinaia di famiglie, in sintesi la nostra comunità. La riflessione va fatta ora e in fretta - conclude Zanzini - perché, una volta pubblicati i bandi, potrebbe essere troppo tardi. Confcommercio non resterà in silenzio davanti a scelte che rischiano di consegnare la spiaggia di Rimini ai grandi gruppi, espellendo di fatto chi questa spiaggia l’ha costruita, gestita e resa famosa nel mondo”.
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