Basket A2, Dole a Roseto: alla scoperta della Liofilchem
E' il fanalino di coda, nelle ultime 14 giornate sono solo due i successi ottenuti. Nel roster l’ex di turno Aristide Landi
Altro weekend lontano dal Flaminio per la Dole Rimini, attesa per la 33° giornata in quel PalaMaggetti che, quattro anni fa, ha rappresentato una delle tappe principali nel cammino per la promozione in Serie A2 dei biancorossi. Ad attendere la banda di coach Dell’Agnello, domenica 29 marzo alle 18, è la Liofilchem Roseto.
La formazione abruzzese guidata da coach Alessandro Finelli, richiamato dalla società dopo aver iniziato l’annata sportiva sulla panchina rosetana per poi essere sostituito da Nando Francani e Giovanni Bassi, ha più volte cambiato assetto nell’arco della stagione, arrivando a schierare addirittura 17 giocatori tra senior e under. Nelle ultime 14 giornate sono solo due i successi ottenuti da Roseto, prima con Milano (69-81) e poi con Pistoia (87-71), ma più volte la squadra di Finelli ha sfiorato il colpaccio con alcune big di A2 come Rieti (89-84), Pesaro (80-79), Fortitudo Bologna (89-85) e Verona (89-87); tutto ciò a testimonianza di quanto, nonostante la deficitaria posizione in classifica, non si debba sottovalutare l’impegno con l’attuale fanalino di coda del gruppo.
Dopo la partenza di Justin Robinson la cabina di regia degli abruzzesi è stata affidata, in particolar modo nelle ultime partite, a un giocatore che non è un vero play ma sicuramente è la punta di diamante dell’attacco rosetano, D’Angelo Harrison. Dopo l’avventura terminata anzitempo con Bergamo, il nativo di Anchorage sta mantenendo cifre importanti in attacco in quel di Roseto: 26.8 punti (con quasi 21 tentativi dal campo), 9.3 rimbalzi e 3.5 assist in 36 minuti di utilizzo medio, numeri da capogiro che dimostrano il peso specifico dell’esterno ex tra le altre di Brindisi e Treviso. Al suo fianco un altro acquisto di metà stagione come Abramo Canka, arrivato dalla Virtus Bologna e tornato a vestire la maglia di Roseto dopo 6 anni trascorsi tra Russia, Lituania e Stati Uniti. Grande atleta e giocatore di uno contro uno con grande rapidità, anch’esso sta mantenendo la doppia cifra di media (10.2) prendendosi quasi 10 tiri ad allacciata di scarpe.
Il “3” titolare è uno dei principali artefici della promozione di Roseto dalla B alla A2 ovvero Alessio Donadoni, alla sua prima vera esperienza nella seconda categoria nazionale e team player in grado di garantire buona solidità in entrambe le metacampo, oltre a una buona capacità di organizzazione del gioco in attacco. Intercambiabili nel ruolo di ala grande e centro, infine, sono i lunghi Jalen Cannon e Angelo Del Chiaro: il primo ha una dimensione molto interna e realizza 13.5 punti a partita con il 67% da due mentre il secondo, arrivato a stagione in corso da Forlì, non disdegna le conclusioni dalla lunga distanza, anche se le percentuali migliori arrivano anche per lui da dentro l’arco (6.3 punti con il 50% da due e il 14% da tre).
Dalla panchina ecco Tommaso Laquintana, “relegato” in seconda fascia nelle ultime quattro uscite stagionali della compagine abruzzese ma regista di alto livello, con un curriculum di tutto rispetto (245 presenze in A1 tra Orlandina, Pistoia, Brescia, Trieste e Brindisi) e tabellini che parlano di 7.8 punti di media con il 44% da tre.
Ad affiancarlo tra gli esterni non può mancare l’infinita esperienza di Daniele Cinciarini che, nonostante i quasi 43 anni, è ancora in grado di mantenere alta l’intensità soprattutto in attacco, dove ripaga la fiducia dello staff tecnico con 10.1 punti, 2.2 rimbalzi e 1.3 assist in 22 minuti di utilizzo medio. Meno esperto ma comunque importante per la squadra rosetana è Antonino Sabatino, play classe 2000 autore di 6.3 punti in 18 minuti. Chiudono il quintetto dalla panchina l’ala Marco Timperi (4.9 punti con il 61% da due), il “giovane veterano” della Serie A2 Danilo Petrovic, alla sua seconda miglior stagione in carriera per punti di media (8.3) in appena 21 minuti sul parquet, e l’ex di turno Aristide Landi, lungo che apre il campo e grande amante del tiro da tre che tenta più del triplo delle volte rispetto alle conclusioni da dentro l’area.
Roseto è una squadra prettamente offensiva che ama giocare nei primi secondi, tentando così un numero non indifferente di tiri in ogni partita, e in situazioni di Pick and Roll centrale sia singolo che doppio, oltre alle giocate in post basso a cercare i centri. Dal punto di vista difensivo, soprattutto nelle ultime giornate, tende a essere molto aggressiva sulla palla, costringendo i giocatori più pericolosi della squadra avversaria a privarsi del pallone nei Pick and Roll. Un altro obiettivo della difesa rosetana, inoltre, è quello di alzare il ritmo anche nelle retrovie, cercando di ridurre il tempo dell’azione avversaria.
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