Biathlon, Jacquelin da podio: "Questo bronzo è per Pantani, ho corso con il suo orecchino"
"Volevo essere come lui: audace, capace di emozionare e di osare quando nessuno se lo aspetta"
Ad Anterselva una medaglia che profuma di leggenda. Il francese Emilien Jacquelin, 30 anni, conquista il terzo posto nell’inseguimento alle spalle dello svedese Martin Ponsiluoma e del norvegese Sturla Holm Lægreid. Ma il bronzo vale doppio: è dedicato a Marco Pantani.
Alla vigilia della gara Jacquelin aveva annunciato che avrebbe indossato l’orecchino originale del “Pirata”, dono della famiglia del campione romagnolo. Un omaggio arrivato proprio nei giorni dell’anniversario della scomparsa di Pantani, il 14 febbraio, data che per il biatleta francese non è mai stata solo San Valentino.
«Volevo essere come lui: audace, capace di emozionare e di osare quando nessuno se lo aspetta», ha raccontato Jacquelin, ricordando la videocassetta del Tour ’98 vista da bambino con il padre. Da lì l’amore per lo sport e per quel corridore capace di infiammare le montagne.
Sul podio altoatesino, il pensiero è volato ancora al Pirata: «Porto con me la sua fiamma». Un gesto semplice ma carico di significato, reso possibile anche grazie alla famiglia Pantani.
Così, tra neve e carabina, il bronzo di Jacquelin diventa qualcosa di più di un risultato sportivo: è la conferma che il mito di Pantani continua a vivere in chi sceglie di attaccare, contro ogni previsione.
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