Calcio: Misano, il jolly Ricciotti: 'Mi ha convinto il progetto importante'
Classe 2000, centrocampista-esterno sulla corsia mancina. Con il Campagnola è salito in Eccellenza ai playoff. Ha militato in D ed Eccellenza
Diego Ricciotti, classe 2000, centrocampista-esterno del Misano. La prossima stagione sarà la sua prima esperienza in Romagna. Che campionato si aspetta?
“Lo scoprirò cammin facendo; da giocatori amici so che in Romagna, come del resto in Emilia dove ho militato per una stagione vincendo i playoff di Promozione con il club reggiano del Campagnola, i gironi dal lato tecnico hanno qualcosa di più e si punta meno sull’aspetto agonistico che invece caratterizza fortemente il girone marchigiano che ho conosciuto con il Valfoglia. So che sarà un campionato molto competitivo con più squadre ambiziose come il Misano”.
Il suo ruolo preferito?
“Quello di mezzala, oppure di esterno o di quinto, sempre sulla corsia mancina pur essendo il sottoscritto di piede destro”.
La sua caratteristica?
“Mi piace l’uno contro uno, saltare l’uomo in velocità e arrivare sul fondo per il cross oppure per rientrare all’interno per la conclusione in porta di destro o per l’assist al compagno. Da mezzala, cerco di giocare la palla, costruire gioco e alla fase della qualità cerco di abbinare anche la qualità. Sono alto 1,76, eppure me la cavo anche nel colpo di testa tanto che ho segnato anche dei gol: ho sempre cercato di allenarmi sull’elevazione e di curare l’esplosività. I rigori? Se serve li calcio”.
Laurea triennale, quella magistrale vicina, un lavoro in una azienda importante di Pesaro. Cosa chiede al calcio Ricciotti?
“Di vincere il più possibile. Ci sono riuscito al Campagnola salendo in Eccellenza attraverso i playoff, tra l’altro segnando cinque reti e ho provato sensazioni stupende. Vorrei riviverle un po’ più spesso”.
Ed in questa annata?
“Spero sia una stagione di grandi soddisfazioni, fare in modo che il Misano si riprenda quello che ha lasciato in maniera inopinata nel finale di stagione. Sarà fondamentale la costruzione di un gruppo coeso, la serenità nel lavoro e nel seguire le indicazioni del mister”.
Campionato Under 17 e Primavera per due anni nel Carpi, esperienza nelle stagioni del covid ad Alfonsine in serie D (una trentina di presenze) e al Del Duca nel girone unico Promozione-Eccellenza e poi tanta Promozione Marche al Valfoglia con la parentesi vincente del Campagnola. Perché ha deciso di cambiare aria?
“Al Valfoglia, soprattutto nelle prime stagioni, mi sono trovato sempre bene, con persone brave, con idee e valori. Abbiamo disputato ottimi campionati piazzandoci in zona playoff. Nelle ultime stagioni, invece, la musica è cambiata. A dicembre il Misano mi ha cercato, ma non me la sono sentita di lasciare la squadra che doveva salvarsi. Abbiamo centrato l’obiettivo. La mia priorità in questa estate è stata quella di trovare un club con ambizioni, che lottasse per il vertice: è stato quasi naturale approdare qui. Il progetto mi dà entusiasmo, mi piacerebbe fare qui qualcosa di importante, nel tempo. Ambizioni a parte, ci sono strutture ottime, il presidente Manzi ti mette la carica, anche il dg Bonardi e il ds Buccolo mi hanno fatto una ottima impressione”.
Ha parlato con mister Zagnoli?
“Certamente, abbiamo chiacchierato a lungo, anche di tattica. Ho trovato una persona disponibile, che sa ascoltare”.
Il campione di riferimento?
“Sono milanista, ma non esito a dire Barella. Osservo molto le mezzali ma anche gli ed in questo ruolo faccio due nomi: Spinazzola ed El Shaarawy per estro, velocità di azione, facilità di saltare l’uomo”.
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