Caldo estremo, nuove regole a San Marino: scattano le misure contro il rischio termico sul lavoro
Con oltre 35 gradi entrano in vigore le disposizioni operative del regolamento 2025: stop ai lavori pesanti e più tutele per i lavoratori
La stagione calda è arrivata. Con l'impennata delle temperature oltre i trentacinque gradi, la Segreteria di Stato per il Lavoro richiama l'attenzione di tutto il tessuto economico sammarinese sull’assoluto rispetto delle norme vigenti contro il rischio termico. Non si scherza con la salute delle persone. L'applicazione del Regolamento n.7 del 24 giugno 2025 entra nella sua fase operativa più intensa, richiedendo una vigilanza serrata sia nel settore pubblico sia in quello privato.
Le disposizioni non lasciano spazio a interpretazioni o rinvii dell'ultimo minuto. Ormai il termine del 31 marzo scorso per l'aggiornamento obbligatorio dei Documenti di Valutazione dei Rischi (DVR) e dei Piani Operativi di Sicurezza (POS) è scaduto da mesi; le imprese devono farsi trovare pronte e perfettamente allineate. Ma cosa prevede, all’atto pratico, il testo normativo? Quando il termometro supera la soglia critica dei trentacinque gradi, o laddove il microclima si faccia insostenibile, scatta un pacchetto di interventi tassativi. Parliamo del blocco delle attività più gravose nella fascia oraria più esposta — quella che va dalle 13:00 alle 16:00 —, ma anche dell'obbligo di pause di almeno cinque minuti ogni ora in aree fresche o ombreggiate. Acqua fresca accessibile e invito a bere regolarmente.
Per chi opera all'aperto, ad esempio nei cantieri edili, l'onere si spinge oltre. È necessario allestire spazi ombreggiati provvisti di sedute e, se possibile, di ventilazione assistita. Insomma, il benessere organizzativo si misura anche da simili dettagli logistici. Un occhio di riguardo va immancabilmente alle categorie fragili. Lavoratrici in gravidanza, dipendenti affetti da patologie croniche o sotto terapie che alterano la termoregolazione corporea necessitano di tutele personalizzate, da concordare tempestivamente con il medico del lavoro. Rappresenta un dovere morale prima che un obbligo di legge. I lavoratori stessi devono monitorare il proprio stato fisico, segnalando prontamente vertigini, spossatezza o nausea ai preposti aziendali. La prevenzione, alla fine, è un gioco di squadra.
Chi controlla? Il Dipartimento Prevenzione dell'Istituto per la Sicurezza Sociale (ISS) e l'UOC Sicurezza sul Lavoro monitorano costantemente lo scenario territoriale. Qualora si ravvisassero inadempienze da parte dei datori di lavoro o dei dirigenti pubblici, la palla passa ai Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) o ai dipendenti stessi, che hanno la facoltà e il dovere di segnalare le violazioni alle autorità competenti per far scattare le verifiche. L'obiettivo primario resta prevenire i drammi, non sanzionare a posteriori. La formazione sul primo soccorso promossa dall'ISS risponde proprio a questa urgenza: riconoscere precocemente i sintomi dello stress termico prima che si trasformino in tragedie.
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