Caro energia, a Rimini oltre 80 milioni di euro di costi in più per famiglie e imprese
La stima di CNA Rimini sull’extracosto tra marzo e settembre
Il costo dell'energia presenta un conto sempre più pesante anche alla provincia di Rimini. Oltre 80 milioni di euro: è l’ordine di grandezza dell’extracosto che, secondo una stima di CNA Rimini elaborata a partire dai dati nazionali e dai consumi energetici provinciali, potrebbe essere ricaduto su famiglie e imprese del territorio tra marzo e settembre.
A livello nazionale CNA quantifica in circa 16,5 miliardi di euro il maggiore esborso rispetto ai prezzi medi di febbraio. Quasi la metà dell’aggravio arriva dai carburanti, con 7,4-7,6 miliardi per benzina e gasolio. Seguono l’energia elettrica, con 5,8-6 miliardi, e il gas, con 3-3,3 miliardi.
Riportando questi valori alla dimensione riminese, l’impatto complessivo può essere stimato in oltre 80 milioni di euro. Un ordine di grandezza che trova riscontro nei dati ufficiali sui consumi elettrici: la provincia di Rimini assorbe circa lo 0,5% dell’elettricità consumata in Italia e, applicando questa incidenza all’extracosto nazionale calcolato da CNA, la sola componente elettrica può valere circa 29-30 milioni di euro di maggiori costi.
A preoccupare sono soprattutto benzina e gasolio, la componente che a livello nazionale pesa maggiormente sulla stangata energetica. A settembre la benzina ha raggiunto i valori più elevati dal marzo 2022, mentre il gasolio ha superato anche il precedente picco della crisi energetica del 2022.
Un aumento che colpisce direttamente autotrasporto e trasporti, ma anche tutte le attività che utilizzano quotidianamente furgoni e mezzi da lavoro: artigiani, installatori, manutentori, imprese edili, attività di assistenza e commercio. Il rincaro dei carburanti significa maggiori costi per interventi, consegne e trasferte e finisce inevitabilmente per propagarsi lungo le filiere.
Tra le attività maggiormente esposte ci sono anche manifattura e imprese artigiane, edilizia e impiantistica, commercio, pubblici esercizi, ristorazione, strutture ricettive e servizi. Per Rimini il tema assume una rilevanza particolare proprio per il peso delle attività legate al turismo e ai servizi, dove energia e mobilità incidono direttamente sui costi di gestione.
“La nostra è una stima, ma restituisce con chiarezza la dimensione di un problema che anche sul territorio riminese sta diventando sempre più pesante - sottolinea Davide Ortalli, direttore provinciale di CNA Rimini - Per molte piccole imprese il caro energia non significa soltanto una bolletta più alta: aumentano i costi degli spostamenti e delle consegne e, a cascata, quello di prodotti e servizi acquistati dai fornitori. Sono aumenti che, sommati giorno dopo giorno, erodono i margini e riducono le risorse disponibili per investire e crescere”.
22.9°