Cartello per Fakir in aula a Riccione, il Sap critica: "Agenti definiti già colpevoli senza processo"

Il Sap Rimini: "Esprimere vicinanza alla famiglia di Fakir non può significare trasformare gli agenti in colpevoli prima di un processo. Le due cose non sono incompatibili"

31 luglio 2026 12:51
Cartello per Fakir in aula a Riccione, il Sap critica: "Agenti definiti già colpevoli senza processo" - Il cartello esposto in consiglio comunale (foto di Stefano Paolini)
Il cartello esposto in consiglio comunale (foto di Stefano Paolini)
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Fa ancora discutere il cartello "Un disagio psichico si cura, non si fa morire. Giustizia per Fakir" spuntato fuori dai banchi della maggioranza durante l'ultima seduta del consiglio comunale di Riccione. Il cartello richiama la vicenda della morte dell'uomo magrebino, residente al Pilastro di Bologna, che ha perso la vita dopo un fermo di Polizia. Il Sap, sindacato autonomo di Polizia, si dice sconcertato dal mancato intervento dei rappresentanti dell'amministrazione comunale: "Nessuno, tra chi presiedeva la seduta e i rappresentanti dell’amministrazione comunale, ha ritenuto opportuno intervenire o richiamare tutti alla necessaria prudenza. I cartelli sono rimasti esposti senza alcuna contestazione". Il Sap ritiene legittimo chiedere che sia fatta luce sulla morte di Fakir, ma invita a non "anticipare le conclusioni delle indagini o a indicare, anche in modo implicito, responsabilità che devono ancora essere accertate". Il cartello, rileva il Sap, ha già espresso un giudizio: "Non si fa morire non è richiesta di chiarezza, ma è un'affermazione grave: fanno intendere che qualcuno abbia causato quella morte".

"Purtroppo, qualcuno sembra avere già deciso come sono andati i fatti e chi siano i colpevoli. Il processo mediatico e politico è iniziato prima ancora che le autorità competenti abbiano terminato il proprio lavoro. Il personale coinvolto ha diritto alle stesse garanzie riconosciute a ogni cittadino. Hanno diritto a non essere condannati in anticipo. Hanno diritto a non essere esposti pubblicamente come responsabili di fatti ancora al vaglio degli inquirenti", commenta il segretario del Sap Rimini, Salvatore Giglia, incredulo per il mancato intervento dell'amministrazione: "Da chi rappresenta le istituzioni ci saremmo aspettati equilibrio, responsabilità e rispetto per il lavoro della magistratura. Sarebbe stato doveroso ricordare che esiste un’indagine in corso e che nessuna responsabilità può essere data per certa".

"Un consiglio comunale deve rappresentare tutti i cittadini - chiosa Giglia - non può diventare un luogo nel quale sostenere ricostruzioni non ancora confermate o alimentare accuse verso le donne e gli uomini delle forze dell’ordine. Esprimere vicinanza alla famiglia di Fakir non può significare trasformare gli agenti in colpevoli prima di un processo. Le due cose non sono incompatibili: si può rispettare il dolore di una famiglia e, nello stesso tempo, rispettare la presunzione di innocenza e il lavoro degli investigatori".

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