Case di Comunità futuro della sanità? Otto medici internisti su 10 le bocciano

Secondo indagine presentata dalla Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi) in occasione del congresso nazionale a Rimini

A cura di Redazione Redazione
23 maggio 2026 13:44
Case di Comunità futuro della sanità? Otto medici internisti su 10 le bocciano - Medico - Foto di repertorio
Medico - Foto di repertorio
Condividi

Le nuove Case di comunità, fulcro della riforma dell’assistenza territoriale prevista dal Pnrr, non sembrano ancora convincere pienamente i medici internisti. Secondo un’indagine presentata dalla Federazione dei medici internisti ospedalieri (Fadoi) in occasione del congresso nazionale in corso a Rimini, solo il 18,8% degli specialisti considera queste strutture un’opzione professionale attrattiva.

Il dato emerge mentre il nuovo modello organizzativo dell’assistenza sanitaria territoriale, delineato dal ministro della Salute Orazio Schillaci, entra nella fase attuativa. Le Case di comunità, finanziate con circa 2 miliardi di euro del Piano nazionale di ripresa e resilienza, sono pensate come grandi poli sanitari in cui dovrebbero collaborare medici di medicina generale e specialisti ambulatoriali, con l’obiettivo di rafforzare la presa in carico dei pazienti sul territorio ed evitare il ricorso improprio agli ospedali.

La proposta di decreto legge presentata dal ministero alle Regioni apre inoltre alla possibilità di impiego anche per i medici dipendenti del Servizio sanitario nazionale. Una prospettiva che, secondo l’indagine Fadoi, suscita interesse solo in una minoranza degli internisti, pur trattandosi di professionisti con una visione a 360 gradi dei pazienti affetti da pluripatologie croniche e quindi potenzialmente tra i più adatti a operare all’interno delle nuove strutture territoriali.

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail