Caso Falchi, PD Rimini: “Garantismo e trasparenza, no alle strumentalizzazioni”
Il Partito Democratico interviene sull’indagine che coinvolge otto agenti della Polizia locale: fiducia nella magistratura, tutela dei cittadini e rispetto della presunzione di innocenza.
Le vicende giudiziarie che coinvolgono otto agenti della Polizia locale di Rimini meritano la massima attenzione, serietà e responsabilità. Le ipotesi di reato contestate sono gravi e richiedono che venga fatta piena luce, nel rispetto della legge, del lavoro della magistratura e dei diritti di tutte le persone coinvolte. È questa la posizione espressa dal Partito Democratico di Rimini, che interviene sul cosiddetto caso Falchi respingendo quelle che definisce «risibili strumentalizzazioni della destra riminese». Il PD ribadisce la necessità di mantenere un approccio improntato al garantismo, senza condanne preventive e senza trasformare un'indagine ancora in corso in uno scontro politico. «La presunzione di innocenza deve essere sempre rispettata – sottolinea il Partito Democratico – così come deve essere riconosciuta e condivisa la piena fiducia nell'operato della Magistratura». Un principio che, secondo i democratici, non può essere applicato in maniera selettiva o modificato in base alle convenienze politiche. La magistratura è chiamata ad accertare i fatti e a garantire il rispetto delle procedure, assicurando ascolto, attenzione e tutela alle presunte vittime e, contemporaneamente, salvaguardando il diritto alla difesa e tutte le garanzie riconosciute alle persone indagate. Nel mirino del PD finiscono soprattutto le richieste di dimissioni avanzate dalle forze politiche del centrodestra riminese, giudicate premature e poco coerenti con gli atteggiamenti assunti dalle stesse forze politiche in altre vicende giudiziarie che hanno coinvolto esponenti della propria area, anche con importanti responsabilità istituzionali. «Non si tratta di negare il diritto alla critica politica – precisa il PD – ma di richiamare tutti a un principio di coerenza: la presunzione di innocenza, il rispetto della Magistratura e le garanzie previste dal nostro ordinamento non possono cambiare a seconda dell'appartenenza politica delle persone coinvolte». Per i democratici, la credibilità delle istituzioni e della politica si misura proprio nella capacità di difendere gli stessi principi anche quando risulta meno conveniente farlo. Da qui il rifiuto di alimentare un processo politico sommario nei confronti dell'amministrazione comunale mentre gli accertamenti giudiziari sono ancora in corso. Il PD accoglie inoltre positivamente le dichiarazioni pubbliche rese in Consiglio comunale da esponenti della Giunta sul caso, ma sottolinea che l'attesa per gli sviluppi dell'indagine non deve impedire alle istituzioni di proseguire il proprio lavoro sul fronte della prevenzione e dei controlli. Un'attività da portare avanti nel pieno rispetto delle indagini, anche per individuare eventuali margini di miglioramento negli strumenti a disposizione.
«Fare chiarezza e rafforzare la fiducia dei cittadini sono obiettivi che devono procedere insieme», evidenzia il Partito Democratico, indicando nella trasparenza e nella correttezza dell'azione amministrativa elementi fondamentali per garantire la qualità dei servizi pubblici. Un passaggio importante riguarda anche il ruolo della Polizia locale, considerata un presidio essenziale per la sicurezza e la convivenza civile. «Tutelarne la credibilità significa anche tutelare il lavoro quotidiano delle donne e degli uomini che svolgono il proprio servizio con professionalità e rispetto delle regole», sottolinea il partito.
La posizione del PD è dunque quella di affrontare la vicenda senza strumentalizzazioni, senza condanne preventive e con fiducia nel lavoro degli inquirenti. L'obiettivo dichiarato è contribuire a una risposta istituzionale seria ed equilibrata, capace di garantire trasparenza, tutela dei cittadini e rispetto delle garanzie, nell'interesse dell'intera comunità riminese.
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