Caso Siher, il magistrato riminese Celli replica a Meloni: "Giudizi irricevibili"
Il vicesegretario dell’Anm invita la premier a leggere l’ordinanza del Tribunale di Milano: "Se non è stato convalidato il fermo, quelle richieste non stavano in piedi"
Il caso di Youssef Siher, l’attivista rimesso in libertà dal Tribunale di Milano, accende lo scontro tra governo e magistratura. A replicare alle critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni è Stefano Celli, vicesegretario riminese dell’Associazione nazionale magistrati.
«Giudizi irricevibili, spero siano parole dettate dall’emozione. Se Meloni avesse letto le 37 pagine dell’ordinanza, qualche dubbio le sarebbe venuto», ha dichiarato Celli a Radio 24. Il magistrato ricorda che il mancato riconoscimento dei presupposti per il fermo e le misure cautelari può essere contestato attraverso gli strumenti previsti dalla legge, non con attacchi pubblici.
Celli ha inoltre criticato le dichiarazioni del governo sulla vicenda e difeso la gip Tiziana Landoni dalle polemiche per aver firmato un appello sul cessate il fuoco a Gaza: «L'ho firmato anch'io, insieme ad altre 3mila persone. Definirla una forma di attivismo è una semplificazione».
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