Cavallara: il Comitato Per la Valmarecchia segnala il Comune di Maiolo al Difensore Civico

Mancata risposta alle richieste di accesso agli atti sull’impianto avicolo: il Comitato denuncia ritardi e sospensioni ritenute illegittime e chiede trasparenza sulla documentazione edilizia

A cura di Grazia Antonioli Redazione
12 marzo 2026 07:31
Cavallara: il Comitato Per la Valmarecchia segnala il Comune di Maiolo al Difensore Civico -
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Il Comitato per la Valmarecchia ha presentato una segnalazione al Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna dopo la mancata risposta del Comune di Maiolo alle richieste di accesso agli atti sull’allevamento avicolo di Cavallara. Secondo il Comitato, l’amministrazione non avrebbe rispettato i termini previsti dalla legge per fornire la documentazione edilizia relativa al Blocco A dell’impianto. Contestata anche la sospensione dei termini comunicata dal Comune, giudicata incomprensibile e tardiva. Il Comitato non esclude ulteriori iniziative legali se l’inerzia dovesse continuare.

La nota stampa del comitato

II Comitato PER la Valmarecchia rende noto che, a seguito dell'ennesima mancata risposta del Comune di Maioloalle richieste di accesso agli atti relative all'allevamento avicolo in località Cavallara, è stato costretto a presentare una formale segnalazione al Difensore Civico della Regione Emilia-Romagna. La vicenda riguarda la documentazione edilizia del Blocco A dell'impianto (SCIA, SCEA, planimetrie, parchetti esterni, suddivisione interna dei capannoni), richiesta dal Comitato in data 30 gennaio 2026 ai sensi della Legge 241/1990 e del FOIA.

Nonostante le dichiarazioni pubbliche di collaborazione da parte dell'Amministrazione comunale, il Comune: non ha risposto entro i 30 giorni previsti dalla legge, non ha risposto alla diffida del 2 marzo, non ha risposto all'attivazione del potere sostitutivo del 10 marzo, e in data 9 marzo ha comunicato una sospensione dei termini motivata da una richiesta all'Agenzia delle Entrate "in merito al Comitato".

Una motivazione che il Comitato definisce "incomprensibile e giuridicamente irrilevante", poiché: le segnalazioni ambientali possono essere presentate da chiunque, l'identità del segnalante non incide sul diritto di accesso, l'Agenzia delle Entrate non ha alcuna competenza in materia edilizia o ambientale, la sospensione èstata adottata fuori termine, quando i 30 giorni erano già scaduti, e quindi è inefficace. II Comitato evidenzia inoltre che la scelta del Comune di sospendere i procedimenti "per verifiche sul Comitato" ricalca esattamente la stessa impostazione adottata dall'AUSL, che nei giorni scorsi aveva sospeso i propri procedimenti amministrativi per motivazioni analoghe, anch'esse estranee al merito delle questioni sollevate.

"Siamo stati costretti a rivolgerci al Difensore Civico perché il Comune non ha rispettato la legge, non ha esercitato il potere sostitutivo e non ha fornito alcuna risposta nel merito. La sospensione dei termini, adottata dopo la scadenza, è un atto che non produce effetti e che non può giustificare l'inerzia dell'Amministrazione. È preoccupante vedere che anche il Comune sta replicando la stessa impostazione già adottata dall'AUSL, spostando l'attenzione sul Comitato invece che sugli atti richiesti", dichiara Maurizio Menghini, Presidente del Comitato. II Comitato sottolinea che la documentazione richiesta è indispensabile per verificare: la conformità edilizia e urbanistica dei capannoni, la presenza e conformità dei parchetti esterni, la suddivisione interna in settori/box, la coerenza tra autorizzazioni e stato dei luoghi. Ed è proprio alla luce di queste omissioni che il Comitato pone una domanda che ritiene legittima e doverosa: "Per quale motivo il Comune di Maiolo continua a ritardare l'accertamento di una verità che diventa ogni giorno più plausibile: l'insostenibilità dell'allevamento rispetto ai numeri autorizzati?"

"11 Comune ha più volte dichiarato di voler collaborare con il Comitato. Tuttavia, i fatti dimostrano l'esatto contrario: nessuna risposta, nessun documento, nessuna trasparenza II Comitato si riserva di intraprendere ulteriori iniziative, incluse quelle previste dal Codice del Processo Amministrativo, qualora l'inerzia dovesse perdurare.

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