Cavallara, il Comitato Valmarecchia dopo le sentenze del Tar: “Continueremo a chiedere trasparenza”

Respinti o dichiarati improcedibili i due ricorsi sull’accesso agli atti dell’impianto avicolo di Maiolo. Il Comitato: “Rispettiamo le decisioni, ma resta il diritto di conoscere e monitorare la situazione”

A cura di Redazione Redazione
15 luglio 2026 09:08
Cavallara, il Comitato Valmarecchia dopo le sentenze del Tar: “Continueremo a chiedere trasparenza” -
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Il Comitato PER la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi “Salute, Valmarecchia!” interviene dopo le due pronunce del Tar Emilia-Romagna sui ricorsi relativi alle richieste di accesso a documenti e informazioni sull’impianto avicolo di Cavallara, a Maiolo. Il primo procedimento è stato dichiarato improcedibile, mentre il secondo, contro Ausl Romagna, è stato respinto con una condanna al pagamento delle spese legali. Il Comitato, pur rispettando le decisioni dei giudici, ribadisce la necessità di trasparenza e di poter monitorare l’evoluzione del sito.

La nota del comitato

Il Comitato PER la Valmarecchia – Stop Allevamenti Intensivi “Salute, Valmarecchia!” informa la cittadinanza sugli esiti di due distinti procedimenti davanti al TAR Emilia-Romagna riguardanti le richieste di accesso a documenti e informazioni relative al sito avicolo di Cavallara, nel Comune di Maiolo.

Il primo ricorso, relativo al Comune di Maiolo, è stato dichiarato improcedibile. È importante precisare che la decisione non contiene una pronuncia sul merito del diritto del Comitato di accedere alle informazioni richieste.

Il TAR ha ritenuto che, a seguito dell’adozione di un provvedimento da parte del Comune (speditoci 2 ore esatto dopo la nostra notifica di ricorso al TAR e dopo 81 giorni dalla nostra richiesta di accesso agli atti) non sussistessero più i presupposti per la prosecuzione del giudizio originariamente promosso contro il silenzio dell’Amministrazione, indicando la necessità di contestare il nuovo atto attraverso gli strumenti processuali previsti. Il giudizio, pertanto, non è entrato nel merito delle informazioni ambientali richieste dal Comitato.

Tra queste vi sono anche quelle relative all’utilizzo agronomico degli effluenti zootecnici e alle particelle agricole interessate. Il secondo ricorso, promosso nei confronti di AUSL Romagna, è stato invece respinto dal TAR. Il Comitato è stato inoltre condannato al pagamento di 2.000 euro di spese legali.

La decisione ha ritenuto che, nel caso esaminato, la reiterazione ravvicinata delle richieste di accesso fosse tale da integrare un abuso del diritto di accesso. Vale la pena di rilevare che nonostante le nostre “troppe” domando non siamo riusciti a conoscere il carico animale per stimare il potenziale inquinamento Bilancio dell’Azoto ).

Il Comitato prende atto delle decisioni e, come sempre, rispetta le pronunce della magistratura amministrativa. Allo stesso tempo, ritiene doveroso sottoporre all’attenzione dell’opinione pubblica una questione che rimane, a nostro avviso, centrale.

Come si può monitorare nel tempo una situazione complessa senza aggiornare le informazioni?

Il sito di Cavallara comprende più blocchi e diversi capannoni ed è stato oggetto di variazioni e modifiche nella consistenza degli animali. Le richieste del Comitato sono state formulate nel tentativo di comprendere l’evoluzione della situazione e di acquisire informazioni relative alle movimentazioni e agli accasamenti.

Proprio per questo, la decisione del TAR rappresenta per noi anche l’occasione per una riflessione più ampia sul rapporto tra diritto di accesso, trasparenza amministrativa e controllo civico.

Non intendiamo contestare le sentenze. Intendiamo però continuare a porre domande.

La condanna alle spese rappresenta un sacrificio importante per un Comitato composto da volontari e sostenuto esclusivamente attraverso l’autofinanziamento e il contributo dei cittadini.

Nonostante questo, non faremo un passo indietro sul principio di trasparenza.

Il Comitato continuerà a operare nel rispetto della legge e con ancora maggiore attenzione alla precisione tecnica e procedurale delle proprie iniziative.

La nostra non è una battaglia contro le istituzioni. È una richiesta di conoscenza su ciò che accade nel territorio in cui viviamo.

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