Censimento Istat: Rimini stabile tra popolazione straniera e tenuta migratoria

San Clemente il comune "più giovane", Pennabilli quello con maggior incremento di stranieri rispetto al 2023

A cura di Grazia Antonioli Redazione
30 aprile 2026 11:14
Censimento Istat: Rimini stabile tra popolazione straniera e tenuta migratoria -
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La popolazione residente in Emilia-Romagna, definita sulla base del Censimento al 31 dicembre 2024, ammonta a 4.461.998 unità, il 7,6% della popolazione nazionale. Di queste, 564.745 persone (il 12,7% dei residenti in Emilia-Romagna) sono di cittadinanza straniera (9,1% a livello nazionale), con valori provinciali dell’incidenza sul totale della popolazione compresi tra l’11,0% di Rimini e il 14,8% di Parma e Piacenza. La popolazione femminile residente in Emilia-Romagna supera quella maschile (50,9% di donne); nella popolazione straniera le donne prevalgono con la stessa percentuale (50,9%).

Quasi un quarto della popolazione risiede nella provincia di Bologna (22,9%), l’unica che supera il milione di abitanti. Segue la provincia di Modena, che con più di 700mila residenti raccoglie il 15,9% di abitanti della regione. Le cinque province dell’Emilia occidentale (Piacenza, Parma, Reggio nell’Emilia, Modena e Bologna) ospitano oltre i due terzi della popolazione (67,3%); il restante terzo (32,7%) risiede a Ferrara e nelle tre province della Romagna (Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini). Anche per la componente straniera, la maggior concentrazione si ha nelle due province maggiori con valori, rispettivamente, del 22,1% per Bologna e 17,2% per Modena.

Dinamica demografica

A fronte di una popolazione nazionale sostanzialmente stabile rispetto al 2023, i dati censuari evidenziano un incremento di 10.060 unità nella regione (+0,2%), con tutte le province emiliano-romagnole stabili o in aumento di popolazione. L’incremento più consistente, in valore assoluto, è quello della provincia di Bologna (+2.657 residenti), seguito da Modena (+1.895) e Reggio nell’Emilia (+1.863); in termini relativi, l’aumento maggiore si registra nelle province di Piacenza e Reggio nell’Emilia (+0,4%). Ferrara e Ravenna si mantengono stabili con un calo di poche decine di unità.

A Rimini la popolazione straniera si mantiene stabile rispetto al 2023, contribuendo comunque a sostenere l’equilibrio demografico complessivo. In Emilia-Romagna, nel complesso, gli stranieri aumentano di 3.792 unità (+0,7%), un dato inferiore alla media nazionale (+2,2%). La crescita è trainata dal saldo migratorio estero positivo e, in misura minore, dai movimenti interni tra territori.
Resta invece negativo il saldo naturale, con più decessi che nascite anche tra la popolazione straniera.
A frenare l’aumento sono le cancellazioni per acquisizione di cittadinanza italiana e gli aggiustamenti statistici.
A livello provinciale, la crescita è più evidente a Ferrara, Modena, Bologna e Forlì-Cesena.
Calano invece gli stranieri residenti in alcune province come Ravenna, Reggio Emilia, Parma e Piacenza.
Rimini si conferma dunque in una fase di sostanziale stabilità nel quadro demografico regionale.

A Rimini il quadro demografico 2024 conferma le tendenze regionali di fondo, con una lieve crescita dei movimenti migratori ma un saldo naturale negativo, in linea con il resto dell’Emilia-Romagna. Il numero dei decessi continua a superare quello delle nascite, contribuendo al progressivo invecchiamento della popolazione anche sul territorio riminese. Il tasso di natalità resta basso e segue il calo generale regionale, influenzato da fecondità in diminuzione, maternità più tardive e riduzione della popolazione femminile in età fertile. La mortalità, pur in lieve calo rispetto all’anno precedente, rimane sostenuta per effetto della struttura demografica anziana. In questo contesto Rimini, insieme a poche altre province, registra un lieve aumento del tasso di mortalità rispetto al 2023. Positivo invece il saldo migratorio interno, in crescita rispetto all’anno precedente, segno di una certa attrattività del territorio.
Anche i flussi con l’estero restano favorevoli, contribuendo a sostenere la popolazione residente.
Nel complesso, Rimini mostra una tenuta demografica legata più ai movimenti migratori che alla dinamica naturale.

Struttura della popolazione per genere, età e cittadinanza

Nel 2024 la struttura per genere conferma la prevalenza della componente femminile: le donne superano gli uomini di oltre 78mila unità e rappresentano il 50,9% della popolazione residente (Prospetto 5). La quota femminile prevale in tutte le province. La popolazione straniera, che complessivamente nella regione presenta la stessa distribuzione per genere.

La presenza femminile è particolarmente rilevante nelle classi di età più avanzate a causa della maggiore longevità: il 63,7% dei grandi anziani (85 anni e più) e l’82,8% degli ultracentenari sono donne.

Dal confronto delle piramidi delle età (Figura 1), emerge nel 2024 una struttura per età della popolazione in regione più anziana rispetto al totale del Paese. Inoltre, anche in Emilia-Romagna cresce il numero di ultra-ottantacinquenni, che raggiungono 200.610 individui, 6mila in più in un anno, e rappresentano il 4,5% della popolazione totale.

La maggior parte degli stranieri residenti in Emilia-Romagna proviene dall’Europa (46,1%), il 27,4% dall’Africa, il 22,2% dall’Asia e il 4,2% dall’America.

I cittadini stranieri provengono da 177 Paesi del mondo, soprattutto da Romania (16,7%), Albania (9,8%) e Marocco (9,8%). I residenti stranieri di cittadinanza marocchina, albanese, ucraina e pakistana presentano in Emilia-Romagna una concentrazione più alta rispetto alle percentuali nazionali, mentre le quote sono inferiori per le cittadinanze romena e cinese

Popolazione secondo la classe di ampiezza demografica dei comuni

Il 34,5% dei 330 comuni emiliano-romagnoli ha una popolazione compresa tra 1.001 e 5.000 abitanti, e vi risiede il 7,3% degli abitanti. Più di un terzo della popolazione (35,9%) vive nei comuni con oltre 100.000 abitanti (i nove capoluoghi di provincia) e il 35,7% in quelli con popolazione tra 5.001 e 20.000 abitanti, che rappresentano quasi la metà dei comuni in regione. Bologna è il comune più popoloso (390.151 unità) e ha quasi il doppio della popolazione di Parma (198.693 unità), secondo comune più popoloso. Tra i comuni non capoluogo spiccano per numerosità della popolazione Carpi (MO, 73.297 abitanti), Imola (BO, 69.403 abitanti) e Faenza (RA, 58.732 abitanti).

Tra il 2023 e il 2024, per tutte le classi di ampiezza demografica, si osserva un incremento percentuale della popolazione, ad eccezione dei piccolissimi comuni (fino a 1.000 abitanti), nei quali la popolazione diminuisce dello 0,7%

Nei piccolissimi comuni il processo di invecchiamento è più accentuato, con un’età media di 53,3 anni e l’indice di vecchiaia pari a 459,4. Entrambi gli indicatori diminuiscono progressivamente, man mano che aumenta la classe di ampiezza demografica, fino alla classe 10.001-20.000 abitanti, che presenta la struttura per età più giovane: età media di 46,7 anni e indice di vecchiaia di 197,4. I valori estremi dell’età media si osservano a San Clemente (RN; 43,3 anni) e a Cerignale (PC; 62,8 anni).

I dati della dinamica naturale evidenziano il più elevato tasso di natalità per i comuni oltre 100.000 abitanti (6,5 per mille) e il più basso tasso di mortalità (10,7 per mille) per i comuni tra 10 e i 20mila abitanti.

A causa dell’elevato livello di invecchiamento, nei piccolissimi comuni si registra il tasso di natalità più basso, 4,1 nati per mille abitanti, e il tasso di mortalità più elevato, 18,3 per mille; il tasso di natalità aumenta al crescere dell’ampiezza demografica dei comuni. Andamento analogo, ma contrario, per il tasso di mortalità, che diminuisce all’aumentare della dimensione demografica, fino ai 20mila abitanti.

Nei comuni fino a 5.000 e in quelli oltre 100.000 abitanti il tasso migratorio estero è più elevato rispetto alla media regionale.

Si osserva una maggior presenza straniera nei comuni oltre 100.000 abitanti (14,9%), mentre l’incidenza più bassa si riscontra nei comuni con una popolazione fino a 1.000 abitanti (8,3%). Rispetto al 2023, Pennabilli (RN) ha il maggior incremento di stranieri (47,7%), mentre Casteldelci (RN) ha il decremento più marcato (-35,7%).

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