Ciclabile del Marecchia, il Comune di San Leo: “Erosione e piogge rendono complessa la gestione”
L’amministrazione richiama le dinamiche naturali del Marecchia e gli effetti degli eventi meteo intensi sulle infrastrutture in area fluviale.
La manutenzione della pista ciclabile lungo il Marecchia non può essere assimilata a quella di un’infrastruttura stradale ordinaria, ma deve essere considerata come la gestione di un’opera inserita in un ecosistema fluviale altamente dinamico e soggetto a continue trasformazioni. È questa la posizione dell’amministrazione comunale di San Leo, che interviene sulle criticità segnalate sul tracciato.
Il fiume Marecchia viene descritto come un corso d’acqua a forte carattere torrentizio, caratterizzato da una naturale divagazione dell’alveo che, in diversi punti, modifica il proprio percorso originario. Un fenomeno che, secondo l’amministrazione, genera condizioni morfologiche complesse, con fenomeni di erosione, scalzamento degli argini e formazione di veri e propri canyon naturali.
In questo contesto, le infrastrutture realizzate in prossimità delle sponde risultano inevitabilmente esposte a un processo di degrado accelerato, rendendo necessario un monitoraggio costante della stabilità del sedime.
La pista ciclabile è stata realizzata con materiali inerti e stabilizzati, una scelta dettata da vincoli ambientali e paesaggistici finalizzati a garantire la permeabilità del suolo nelle aree fluviali tutelate. Tuttavia, questa tipologia di sottofondo risulta particolarmente sensibile agli eventi meteorologici intensi.
Le piogge prolungate, spiega l’amministrazione, possono saturare il terreno, provocando il dilavamento delle frazioni più fini e la formazione di vuoti o cedimenti improvvisi, con conseguenti instabilità del percorso anche in presenza di interventi manutentivi regolari.
Anche la gestione del verde, inoltre, rientra in questo quadro complesso. L’altezza della vegetazione lungo il tracciato non sarebbe riconducibile a mancata manutenzione, ma alle condizioni climatiche che hanno reso impraticabili gli interventi programmati.
Il piano di sfalcio risulta comunque già definito e verrà eseguito non appena le condizioni del terreno consentiranno l’accesso in sicurezza ai mezzi operativi.
Le criticità, sottolinea il Comune, non riguardano esclusivamente il territorio di San Leo, ma interessano l’intera asta del fiume Marecchia, evidenziando una problematica di natura sistemica.
A Verucchio e Poggio Torriana si registrano fenomeni analoghi di erosione e cedimento del piano ciclabile, con scalzamento degli argini dovuto alle infiltrazioni d’acqua. A Santarcangelo di Romagna sono stati programmati interventi straordinari per contrastare l’erosione spondale e si riscontrano difficoltà nella gestione del verde a causa dell’impraticabilità dei terreni. Anche nel territorio di Rimini, lungo il tratto urbano e suburbano, la dinamica sedimentaria del fiume determina accumuli di detriti, fango e la formazione di buche nelle aree soggette a erosione.
In conclusione, l’amministrazione comunale riconosce i disagi segnalati ma ribadisce che la gestione di un’infrastruttura integrata in un contesto fluviale deve necessariamente tenere conto dei tempi e delle dinamiche naturali del corso d’acqua, oltre che delle condizioni meteorologiche eccezionali registrate negli ultimi periodi.
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