Ciclabile Rimini-Novafeltria, i fondi c'erano ma sono rimasti fermi: il progetto riparte
Pietro Rossi (Presidente Unione dei Comuni Valmarecchia): "Serve un progetto di vallata, non guardare al proprio orticello"
Qualcosa si muove per la ciclabile che collega Rimini all'Alta Valmarecchia, oggi divisa in due percorsi non collegati, che richiedono inoltre, in alcuni punti, una vera e propria riqualificazione. Nel 2011 la Provincia di Rimini ottenne un finanziamento regionale di oltre 600.000 euro per realizzare una passerella sul fiume, a Saiano, e collegare i due tratti di ciclabile. Non si fece nulla. Undici anni fa, invece, fu il Cipe a stanziare 920.000 euro a favore dell'Unione dei Comuni Valmarecchia, per il rifacimento della ciclabile. Anche quei fondi sono rimasti inutilizzati, ma ora finalmente il progetto è pronto a ripartire. L'Unione lo ha infatti inserito nel piano dei lavori pubblici per il triennio 2026-2028. "Sono le vecchie risorse Snai, ma il responsabile della progettazione non consegnò il progetto. Tutto rimase bloccato", spiega Pietro Rossi, presidente dell'Unione e sindaco di Montecopiolo.
Ora si riparte, finalmente, per (ri)dare vita a una ciclabile di 45 km, imprescindibile per il territorio, al servizio dei tanti cicloamatori della Provincia di Rimini e fondamentale per lo sviluppo del cicloturismo. Si parla di un tratto di quasi 2 km nel territorio di competenza dei Comuni di San Leo e Verucchio, di un prolungamento della ciclabile verso il tratto del Comune di Maiolo, nei pressi di Ponte Baffoni. Nel progetto, nell'ottica di sviluppo del cicloturismo, è prevista anche l'installazione di una segnaletica corposa (e ci auspichiamo, da tempo, che sia dato un nome alla ciclabile) e la realizzazione di aree attrezzate per i camper, con Ponte Santa Maria Maddalena e la zona del lago di Soanne tra le possibili opzioni. Ma c'è un nodo cruciale: "Non dobbiamo fare i lavori a macchia: inutile fare i pezzi sopra e sotto e nel mezzo nulla. Quindi dobbiamo incontrarci, tutti noi sindaci, e capire come ottimizzare l'intervento e come spendere le risorse". Rossi è categorico: "Dobbiamo capire come fare l'intervento, senza guardare ognuno al proprio orticello: dobbiamo fare un progetto di vallata. Se i soldi servono più a un comune, piuttosto che a un altro, dobbiamo accettarlo: dobbiamo guardare al valore di insieme". Servirà unione di intenti: poi con l'assegnazione dell'incarico a un nuovo progettista, l'iter avrà finalmente il suo inizio.
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