Cna: "Il turismo cambia, serve una nuova strategia per la Riviera"
Il presidente Bruno Bianchini invita a leggere l'estate 2026 come il segnale di una trasformazione strutturale del mercato
“La stagione turistica 2026 non va giudicata semplicemente come positiva o negativa. Va interpretata. Perché ciò che sta emergendo non è una difficoltà passeggera, ma un cambiamento profondo del mercato turistico». È questa la riflessione del presidente di CNA Turismo e Commercio Rimini, Bruno Bianchini, alla luce dell'andamento dell'estate e delle valutazioni raccolte dagli operatori del comparto.
CNA Turismo e Commercio Rimini rappresenta una delle principali realtà economiche della provincia, con oltre 1.200 imprese associate tra commercio, turismo, ristorazione, pubblici esercizi, servizi, balneazione, ricettività e artigianato. Solo nei settori del turismo e della ristorazione aderiscono all'associazione 53 alberghi, 174 ristoranti, 102 bar, 35 stabilimenti balneari, 14 agenzie di viaggio e numerose altre attività collegate, offrendo così un osservatorio privilegiato sull'intera filiera turistica.
Già nei mesi scorsi CNA aveva invitato ad affrontare la stagione con realismo, sottolineando come la lettura dei soli dati previsionali rischiasse di generare un eccessivo ottimismo. L'analisi evidenziava invece fenomeni ormai consolidati: soggiorni più brevi, prenotazioni concentrate a ridosso della partenza, minore capacità di spesa delle famiglie, crescita della clientela straniera e domanda sempre più orientata verso esperienze diversificate.
Oggi – osserva Bianchini – non ci interessa dire di aver avuto ragione. Ci interessa comprendere che le difficoltà segnalate da molte imprese non sono episodiche, ma rappresentano l'effetto di una trasformazione strutturale del turismo.
Anche l'apparente contraddizione di spiagge percepite come meno affollate a fronte di alberghi con buoni livelli di occupazione trova una spiegazione nel cambiamento delle abitudini dei visitatori. Sempre più turisti alternano infatti il mare a piscine, escursioni nell'entroterra, eventi sportivi, esperienze enogastronomiche e visite culturali, modificando il tradizionale rapporto tra vacanza e spiaggia.
“Il nodo centrale è il potere d'acquisto” prosegue Bianchini. Per CNA attribuire l'andamento della stagione esclusivamente al meteo o al calendario degli eventi sarebbe riduttivo. “Il vero elemento di discontinuità è rappresentato dalla progressiva riduzione del reddito realmente disponibile delle famiglie. Le spese quotidiane – dalle bollette ai mutui, dai carburanti agli alimentari – hanno inciso profondamente sulla capacità di destinare risorse ai consumi discrezionali”.
Le vacanze non vengono cancellate, ma ridimensionate. A questo si aggiunge un cambiamento nella psicologia del consumatore, sempre più prudente. Il turista confronta le offerte, attende il meteo favorevole, valuta attentamente il proprio budget e prenota sempre più frequentemente all'ultimo momento. Il last minute, sottolinea CNA, non rappresenta più un'eccezione ma una caratteristica strutturale del mercato.
La vacanza cambia: il mare resta, ma non basta più. Il turismo balneare continua a rappresentare una delle principali motivazioni di scelta della Riviera, ma non è più l'unico elemento attrattivo. Oggi il visitatore ricerca un'esperienza completa fatta di sport, benessere, cultura, enogastronomia, escursioni, borghi, cicloturismo ed eventi. Un cambiamento che rappresenta una grande opportunità, ma che richiede un nuovo approccio da parte dell'intera filiera.
La proposta: costruire una "Sea Valley". Secondo CNA Turismo e Commercio è arrivato il momento di aprire una riflessione anche sulle politiche regionali di promozione.
Negli ultimi anni l'Emilia-Romagna ha saputo valorizzare con successo marchi territoriali come Motor Valley, Food Valley, Wellness Valley, Cycling Valley e Wine Valley, contribuendo a rafforzare l'immagine internazionale della regione. “La costa adriatica – osserva Bianchini – continua però a essere uno dei principali motori economici regionali, generando milioni di presenze, occupazione e investimenti. Eppure il mare sembra spesso essere considerato un patrimonio acquisito, quasi non avesse più bisogno di una strategia dedicata».
Da qui la proposta di sviluppare una vera "Sea Valley Emilia-Romagna", un progetto capace di valorizzare l'intero ecosistema costiero: turismo balneare, pesca, portualità, Blue Economy, sport acquatici, cultura marinara, benessere, tradizione gastronomica, mobilità sostenibile, parchi costieri ed esperienze naturalistiche.
Le sei proposte di CNA Turismo e Commercio
Per accompagnare questa trasformazione CNA individua sei priorità strategiche:
realizzare un Osservatorio permanente sulla domanda turistica, capace di monitorare non solo arrivi e presenze ma anche permanenza media, tempi di prenotazione, redditività, mercati e comportamenti di consumo;
costituire una Cabina di regia della filiera turistica, che metta in rete ricettività, commercio, balneazione, pubblici esercizi, servizi, trasporti e operatori culturali;
sviluppare un Piano regionale Sea Valley Emilia-Romagna dedicato alla promozione coordinata del turismo costiero;
sostenere un programma straordinario di riqualificazione delle strutture ricettive, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese impegnate nella transizione energetica, digitale e nell'innovazione dell'offerta;
promuovere un marketing guidato dai dati, attraverso strumenti di analisi digitale, intelligenza artificiale e osservatori permanenti;
rafforzare le politiche di destagionalizzazione, valorizzando in particolare i mesi di maggio, giugno, settembre e ottobre.
“La Riviera romagnola – conclude Bruno Bianchini – ha sempre dimostrato una straordinaria capacità di innovarsi. Anche oggi la sfida non consiste nel difendere un modello del passato, ma nel costruire una nuova stagione di sviluppo. Il turismo balneare non può più essere considerato una rendita acquisita: servono politiche pubbliche, investimenti e una progettazione condivisa che riportino il mare al centro delle strategie economiche dell'Emilia-Romagna».
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