Cna Rimini: "Rafforzare le piccole imprese significa investire sul territorio"

Polazzi e Ortalli rilanciano la riflessione sulla dimensione delle aziende riminesi: "Servono politiche strutturali per sostenere investimenti, crescita e continuità d'impresa"

A cura di Redazione Redazione
21 agosto 2026 11:52
Cna Rimini: "Rafforzare le piccole imprese significa investire sul territorio" - Il presidente di Cna Rimini Marco Polazzi
Il presidente di Cna Rimini Marco Polazzi
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"A Rimini il tessuto produttivo è composto in larga parte da micro e piccole imprese". È da qui che Cna Rimini rilancia la riflessione avviata dalla consigliera regionale Emma Petitti sulla dimensione delle aziende del territorio e sulle condizioni necessarie per accompagnarne la crescita.

"È una riflessione che condividiamo", sottolineano il presidente di Cna Rimini Marco Polazzi e il direttore Davide Ortalli. "Parlare della dimensione delle imprese significa parlare della capacità del nostro territorio di produrre valore, innovazione, occupazione e competitività".

I dati dell'Osservatorio camerale fotografano un sistema fortemente caratterizzato dall'artigianato. Nell'artigianato provinciale le costruzioni rappresentano il 41,4% delle imprese, con una presenza artigiana che arriva a otto imprese su dieci del settore. Seguono manifattura (17,4%) e servizi alla persona (13,4%), oltre a trasporto e magazzinaggio, alloggio e ristorazione e agli altri comparti dei servizi.

Per Cna, il punto non è soltanto la dimensione delle aziende, ma la loro capacità di affrontare le trasformazioni dei prossimi anni. "Riteniamo importante che alla riflessione sulla dimensione si affianchi una forte attenzione alle politiche che possono consentire alle piccole imprese di investire, crescere e diventare più solide", spiegano Polazzi e Ortalli.

Uno dei temi è la continuità d'impresa. Le ditte individuali rappresentano il 73,9% delle imprese artigiane e, secondo CNA, diventa quindi importante accompagnare il passaggio generazionale e il trasferimento delle competenze e del patrimonio aziendale.

"Quando un'attività chiude senza trovare una continuità, il territorio perde occupazione, competenze, professionalità e valore costruito nel tempo", sottolineano il presidente e il direttore. L'altro fronte riguarda gli investimenti. Le società di capitale nell'artigianato riminese sono aumentate dell'1,8% nell'ultimo anno. Per Cna è un segnale positivo, ma per consolidare questo processo servono politiche incentivanti stabili. "Le imprese hanno bisogno di poter programmare. Innovazione, digitalizzazione, transizione energetica, tecnologie, formazione e capitale umano richiedono investimenti importanti, soprattutto per una piccola impresa", spiegano Polazzi e Ortalli, chiedendo "strumenti strutturali, semplici e accessibili".

"Rafforzare le piccole imprese non significa necessariamente trasformarle tutte in imprese grandi", concludono. "Significa metterle nelle condizioni di essere più solide, produttive, innovative e capaci di competere". È su questo terreno che Cna Rimini intende contribuire al confronto sul futuro economico del territorio, raccogliendo lo stimolo di Emma Petitti e chiedendo che crescita e rafforzamento delle imprese restino tra le priorità dell'agenda politica ed economica locale e regionale.
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